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I cambiamenti climatici hanno effetti sulla produzione agricola, così al sud le coltivazioni tradizionali vengono sostituite da quelle di frutta tropicale.

I cambiamenti climatici hanno effetti sulla produzione agricola, così al sud le coltivazioni tradizionali vengono sostituite da quelle di frutta tropicale.
Da: Girovagando Store Pubblicato In: Settembre 21, 2023 Visualizzato: 592

I cambiamenti climatici hanno effetti sulla produzione agricola, così al sud le coltivazioni tradizionali vengono sostituite da quelle di frutta tropicale.

Dal mango all’avocado, la frutta tropicale è sempre più coltivata in Italia

  • Tra Sicilia, Puglia e Calabria oltre mille ettari di terreni sono coltivati a frutta tropicale.
  • Le produzioni di olio e vino si spostano più a nord.
  • Gli agricoltori si adattano ai cambiamenti climatici, ma per mitigarli occorre una gestione agricola sostenibile.

Sembra strano a dirsi, ma in Italia, in questo inizio settembre è iniziata la raccolta del mango. Se fino a poco tempo la disponibilità di questo frutto dipendeva dalla sua coltivazione ai tropici, in particolare nell’Asia meridionale, da qualche anno si può trovare sul mercato anche mango italiano. Sono gli effetti dei cambiamenti climatici sull’agricoltura che – come spiegato da Coldiretti – stanno modificando radicalmente la mappa delle produzioni, compresa quella della frutta tropicale.

Dal mango all’avocado: mille ettari di frutta esotica nel sud Italia

Le coltivazioni di frutta esotica tra Sicilia, Puglia e Calabria sono triplicate negli ultimi cinque anni e hanno superato i mille ettari: si produce mango, ma anche avocado, banane, frutto della passione, anona, feijoa, casimiroa, zapote nero, litchi che spesso soppiantano gli alberi di agrumi, meno remunerativi: secondo Coldiretti, negli ultimi 15 anni in Sicilia, dove la raccolta di mango prosegue fino a novembre, il terreno coltivato ad arance è diminuito del 31 per cento, quello dei mandarini del 18 per cento, quello dei limoni addirittura del 50 per cento. Cambia il clima, cambia l’agricoltura e questo è il risultato del riscaldamento globale e degli anni più caldi degli ultimi due secoli, 2014, 2015, 2018, 2019, 2020, 2022 e 2023: l’anno in corso sta registrando una temperatura superiore di 0,67 gradi rispetto alla media storica, tra le più alte mai registrate dal 1800.

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