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Animali uccisi, dal gatto fatto annegare al pitbull bruciato a Palermo: 4 casi in un mese. Le storie di maltrattamenti

Animali uccisi, dal gatto fatto annegare al pitbull bruciato a Palermo: 4 casi in un mese. Le storie di maltrattamenti
Da: Girovagando Pubblicato In: Gennaio 14, 2024 Visualizzato: 477

Animali uccisi, dal gatto fatto annegare al pitbull bruciato a Palermo: 4 casi in un mese. Le storie di maltrattamenti

Continua la strage degli animali. Al caso del gatto Leone, scuoiato vivo e lasciato agonizzante in strada ad Angri, in Campania, e a quello di Aron, il cane legato e bruciato vivo dal suo padrone a Palermo, si è aggiunto oggi un nuovo terribile racconto di violenza, ancora una volta nei confronti di un animale. A farne le spese questa volta è stato un gattino, spinto con un calcio in una fontana da una ragazza ad Alberobello, in Puglia.

Il gatto Grey, annegato in una fontana

Un gatto colpito da un calcio sferrato da una ragazzina che ride mentre l'animale finisce nelle acque gelide della fontana del paese morendo congelato e annegato. È quanto successo due giorni fa ad Alberobello, in provincia di Bari, a un micio di nome Grey. La scena è stata filmata da una persona presente, probabilmente un'amica della ragazzina, che poi ha postato il video sui social con la didascalia: «Ciao amò, beccati un pò di notorietà». Il post ha scatenato l'indignazione del web e dei cittadini di Alberobello. Grey faceva parte di una colonia felina che cresce vicino alla sede del Comune, non lontano da un bar gestito da una donna che se ne prendeva cura. L'episodio «è avvenuto di notte» quando «le temperature sono molto basse - si legge su Facebook - purtroppo il gatto è deceduto tra atroci sofferenze». In un post si annuncia che la ragazzina «sarà denunciata alle autorità competenti: ci auguriamo venga fatta giustizia». «Chi ne risponderà sarà chi ha compiuto questo gesto orrendo», continua il post che termina con l'auspicio che Grey possa «riposare in pace». 

Il gatto Leone, scuoiato vivo

Risale a un mese fa il caso del gatto Leone, arrivato alla Asl veterinaria di Angri (Campania) in fin di vita. Dopo essere stato scuoiato vivo e lasciato agonizzante in strada, i medici hanno cercato in tutti i modi di tenerlo in vita, con grande dispendio di energie e di materiali sanitari, non sembre disponibili. Nonostante tutti gli sforzi per salvarlo, Leone il 10 dicembre è morto per le ferite subite. «Caro Leone ciò che ti è successo e la violenza inenarrabile che ha martoriato il tuo corpicino in questi giorni 4 giorni, ha sconvolto la vita di migliaia di persone, che sono restate con il fiato sospeso e hanno pregato per te ogni istante - hanno scritto gli operatori del canile dando la notizia -. Sei diventato il Leone di tutti, ma oggi è un giorno di grande dolore per chi ti ha amato. Ci hai lasciati circondati, però, fino alla fine da quell'amore che questo crimine senza precedenti non ti ha permesso di conoscere prima. Il nostro cuore è pieno di dolore, ti abbracciamo forte perché ora possiamo farlo senza farti male». Il corpo del gattino è stato sottoposto all'autopsia e il veterinario ha segnalato il caso alla Procura competente. Anche l'ENPA (Ente Nazionale Protezione Animali) ha fatto sapere di aver sporto denuncia contro ignoti. 

Il gatto di Eboli, maltrattato e filmato

A Grey e Leone si è aggiunto un altro gattino, maltrattato da due individui a Eboli (Salerno) e ripreso anche in un video pubblicato poi online. Nel filmato, i due avvicinano l'animale, lo accarezzano e poi uno dei due gli sferra un calcio sotto la pancia, facendolo roteare in aria. Il deputato Francesco Emilio Borrelli ha segnalato l'incidente alle forze dell'ordine, pubblicando il video su Facebook e commentando che questo atto crudele richiama alla memoria la tragica storia di Leone, il gatto scuoiato vivo ad Angri. Borrelli ha espresso la speranza che i responsabili siano individuati e puniti per il loro comportamento senza pietà nei confronti dell'animale.  «La drammatica storia di Leone, il gatto ritrovato in strada ad Angri, pochi chilometri da Eboli, scuoiato vivo da un criminale ancora a piede libero, purtroppo non ha insegnato nulla a questi delinquenti. Senza alcuna pietà i due squallidi protagonisti di questo video, insieme a chi lo ha registrato senza intervenire per impedire la violenza, hanno attirato il povero gatto in una trappola per poi colpirlo vigliaccamente allo stomaco con un calcio. Abbiamo inviato il video alle forze dell'ordine per risalire all'identità del criminale che ha colpito il gatto e dei suoi complici nella speranza che siano subito identificati e puniti come meritano».

Il pitbull Aron, legato e bruciato vivo

Ai casi dei gatti maltrattati si è aggiunto anche quello di un cane, legato e bruciato vivo a Palermo la sera del 9 gennaio. A compiere l'atto ignobile è stato proprio il padrone, che ha immobilizzato l'animale in pieno centro, in via delle Croci, nei pressi della chiesa di Santa Maria del Monserrato. Nonostante i soccorsi dei passanti, Aron - questo il nome del pitbull - è morto nella clinica veterinaria che lo aveva accolto per le cure: «Aron non c'è più - si legge in un post dell'associazione Lav di Palermo -. Il suo corpo non ha retto, sebbene lui abbia lottato fino alla fine». A chiedere giustizia è stata anche Viviana Raja, consigliera della Dc al Comune di Palermo: «Aron è morto. Dopo atroci sofferenze inflitte da un uomo è andato via. Ora vogliamo giustizia, la pena per chi uccide un animale va dai due mesi ai due anni. Troppo lieve. Serve rivedere la legge, la crudeltà verso gli animali è un chiaro segno di problemi sociali e relazionali, collegata alla violenza contro altri uomini. I cittadini ci chiedono di fare qualcosa in merito, purtroppo sfugge dalle nostre competenze. Noi possiamo continuare a lavorare per gli animali fornendo a Palermo tutti i regolamenti sul benessere animale di cui è sprovvista. Il nostro impegno andrà in quella direzione».

 

Il gatto Leone 2, ferito da un petardo

Nelle ore in cui veniva diffuso l'esito dell'autopsia relativa a Leone, un altro gatto è stato vittima di maltrattamenti. Proprio per questo motivo, l'animale è stato soprannominato "Leone 2". Ritrovato con il muso devastato dai petardi a San Ferdinando di Puglia, in provincia di Barletta-Andria-Trani, il micio sarebbe stato preso come bersaglio da un gruppo di ragazzini, che gli avrebbero lanciato dei botti esplosivi addosso. Portato in una clinica veterinaria di Barletta, è stato sottoposto a diverse cure, ma dopo alcuni giorni anche lui non ce l'ha fatta.

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