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Ristorante che serviva zuppa di gatto chiuso da animalisti: uccideva 300 felini al mese

Ristorante che serviva zuppa di gatto chiuso da animalisti: uccideva 300 felini al mese
Da: Girovagando Pubblicato In: Dicembre 27, 2023 Visualizzato: 732
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Ristorante che serviva zuppa di gatto chiuso da animalisti: uccideva 300 felini al mese

Chiude definitivamente il ristorante vietnamita che uccideva 300 gatti al mese per preparare la zuppa di gatto. Un ristorante che annegava trecento gatti al mese per alimentare il crudele commercio di carne in Vietnam è stato chiuso definitivamente. Il ristorante Gia Bảo nella città di Thai Nguyen, nel nord-est del paese, gestiva un lucroso commercio vendendo gatti, probabilmente inclusi animali domestici rubati. I felini venivano annegati uno dopo l’altro in un secchio. Per cinque anni, Pham Quoc Doanh, 37 anni, ha gestito il locale ma vendendo normali pietanze gli affari non andavano bene. “È stato allora che ho provato a vendere carne di gatto poiché non c’erano altri ristoranti disponibili che la servissero nella zona”, ha detto a un media locale.

Ristorante serviva zuppa di gatto, il proprietario si pente

Ma evidentemente il commercio sulla “pelle” dei gatti aveva toccato l’anima di Doanh che a un certo punto si è rivolto a una onlus animalista, la Humane Society International, la quale porta avanti una campagna per vietare il commercio di carni di animali domestici in Vietnam. La onlus ha offerto una sovvenzione una tantum per aprire invece un negozio di alimentari. Il 6 dicembre ha simbolicamente strappato gli striscioni fuori dal suo macello e dal suo ristorante e ha iniziato una nuova vita.

“Da qualche tempo sento il desiderio genuino di lasciare il crudele business della carne di gatto e passare a qualcos’altro il prima possibile. Quando penso a tutte le migliaia di gatti che ho macellato e servito qui nel corso degli anni, è sconvolgente”, ha detto. “Il furto di gatti è così comune in Vietnam che so che molti dei gatti venduti qui erano gli amati compagni di famiglia di qualcuno, e questo mi dispiace molto”.

 

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