
Bracconaggio.Me ne stavo appostato all’alba in un frutteto nella campagna cesenate aspettando che gli uccelli selvatici finissero nella sua trappola
Se ne stava appostato all’alba in un frutteto nella campagna cesenate aspettando che gli uccelli selvatici finissero nella sua trappola, attirati dai richiami di altri volatili. Un bracconiere è stato sorpreso ieri mattina alle 6.50, prima ancora che sorgesse il sole, dai carabinieri forestali e dalla polizia provinciale. L’uomo, un 70enne cesenate, stava ispezionando una rete da uccellagione lunga circa 15 metri e alta fino a 3 metri, quando è stato sorpreso nell’attività illecita. La pratica dell’uccellagione, che consiste nella cattura massiva e indiscriminata di uccelli selvatici con reti o trappole, è vietata sul territorio italiano, così come sono vietate la detenzione di trappole per la cattura di fauna selvatica o di reti da uccellaggione e la detenzione di uccelli selvatici, vivi o morti, derivanti da illecite catture in natura.
Il 70enne, noto alle forze dell’ordine per precedenti specifici in materia di uccellaggione, aveva con sè degli uccelli da richiamo vivi, ossia dei volatili chiusi dentro a delle gabbiette, che con il loro verso richiamavano altri uccelli e ne consentivano la cattura attraverso la rete nascosta nel frutteto. I carabinieri forestali dei nuclei di Santa Sofia e Cesena e il corpo unico di polizia provinciale di Cesena, dopo aver bloccato il 70enne, hanno effettuato la perquisizione domiciliare nella sua abitazione. Qui hanno rivenuto svariate trappole per avifauna, reti da uccellaggione e decine di esemplari vivi di specie protette o particolarmente protette, fra cui esemplari di fringuello, lucherino, tordo, merlo, tutti di recente cattura e illegalmente detenuti. Il bracconiere è stato denunciato per furto venatorio, uccellagione e omessa custodia di armi ed è stato eseguito a suo carico il ritiro cautelare di tutte le armi e munizioni possedute.
Tutto il materiale è stato sottoposto a sequestro penale e gli uccellini vivi in suo possesso sono stati reintrodotti in natura. Nei casi di bracconaggio capita spesso che i volatili vengano catturati in natura per poi essere ’regolarizzati’ con l’apposizione di anelli che vengono infilati forzatamente nelle zampe delle bestiole cagionando lesioni agli arti. Gli animali che vengono catturati per mezzo di reti e con l’ausilio di richiami vietati poi vengono regolarizzati per introdurli nel mercato.
La normativa europea e nazionale vieta la cattura degli uccelli in natura con reti o altri strumenti non consentiti. Dai presunti traffici illeciti di animali può derivare un ingente guadagno tramite una successiva vendita ai cacciatori degli uccelli una volta ’legalizzati’ con gli anelli apposti in maniera fraudolenta. I prezzi possono arrivare a 180 euro per i merli, a 200 euro per i tordi bottacci, ed a un prezzo ancora più elevato per le cesene. Gli investigatori stanno lavorando per verificare se vi siano altri responsabili in questa vicenda o se il 70enne abbia agito da solo.
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