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“Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Animale”,

“Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Animale”,
Da: Girovagando Pubblicato In: Settembre 06, 2023 Visualizzato: 999

“Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Animale”,

“Tutti gli animali nascono uguali davanti alla vita e hanno gli stessi diritti all’esistenza”. Recita così il primo articolo della Dichiarazione universale dei diritti animali sottoscritta nel 1978 presso la sede dell’Unesco di Parigi da numerose associazioni che si occupano di diritti animali, tra cui la L.i.d.a., la

  • Articolo 1
    tutti gli animali nascono uguali davanti alla vita e hanno gli stessi diritti all’esistenza.
  • Articolo 2
    a) Ogni animale ha diritto al rispetto; b) l’uomo, in quanto specie animale, non può attribuirsi il diritto di sterminare gli altri animali o di sfruttarli violando questo diritto. Egli ha il dovere di mettere le sue conoscenze al servizio degli animali; c) ogni animale ha diritto alla considerazione, alle cure e alla protezione dell’uomo.
  • Articolo 3
    Nessun animale dovrà essere sottoposto a maltrattamenti e ad atti crudely (artt. 544, 544 bis, 544 ter, 544 quarter, 544 quinquier);
    b) se la soppressione di un animale è necessaria, deve essere istantanea, senza dolore, né angoscia.
  • Articolo 4
    a) Ogni animale che appartiene a una specie selvatica ha il diritto di vivere libero nel suo ambiente naturale terrestre, aereo o acquatico e ha il diritto di riprodursi; b) ogni privazione di libertà, anche se a fini educativi, è contraria a questo diritto.
  • Articolo 5
    a) Ogni animale appartenente ad una specie che vive abitualmente nell’ambiente dell’ uomo ha diritto di vivere e di crescere secondo il ritmo e nelle condizioni di vita e di libertà che sono proprie della sua specie; b) ogni modifica di questo ritmo e di queste condizioni imposta dall’uomo a fini mercantili è contraria a questo diritto.
  • Articolo 6
    a) Ogni animale che l’uomo ha scelto per compagno ha diritto ad una durata della vita conforme alla sua naturale longevita’; b) l’abbandono di un animale è un atto crudele e degradante. (artt. 727 e 727 comma 2 CP)(tutti fgli articoli sui maltrattamenti fanno parte di una legge emanata nel 2004, in Italia, la 189/2004)
  • Articolo 7
    Ogni animale che lavora ha diritto a ragionevoli limitazioni di durata e intensità di lavoro, ad un’alimentazione adeguata e al riposo.
  • Articolo 8
    a) La sperimentazione animale che implica una sofferenza fisica o psichica è incompatibile con i diritti dell’ animale sia che si tratti di una sperimentazione medica, scientifica, commerciale, sia di ogni altra forma di sperimentazione; b) le tecniche sostitutive devono essere utilizzate e sviluppate.
  • Articolo 9
    Nel caso che l’animale sia allevato per l’alimentazione deve essere nutrito, alloggiato, trasportato e ucciso senza che per lui ne risulti ansietà’ e dolore.
  • Articolo 10
    a) Nessun animale deve essere usato per il divertimento dell’ uomo; b) le esibizioni di animali e gli spettacoli che utilizzano degli animali sono incompatibili con la dignità dell’animale.
  • Articolo 11
    Ogni atto che comporti l’uccisione di un animale senza necessità è un biocidio, cioè un delitto contro la vita (art. 544 bis CP).
  • Articolo 12
    Ogni atto che comporti l’uccisione di un gran numero di animali selvatici è un genocidio, cioè un delitto contro la specie; b) l’inquinamento e la distruzione dell’ambiente naturale portano al genocidio.
  • Articolo 13
    a) L’animale morto deve essere trattato con rispetto; b) le scene di violenza di cui gli animali sono vittime devono essere proibite al cinema e alla televisione a meno che non abbiano come fine di mostrare un attentato ai diritti dell’animale.
  • Articolo 14
    Le associazioni di protezione e di salvaguardia degli animali devono essere rappresentate a livello governativo; b) i diritti dell’ animale devono essere difesi dalla legge come i diritti dell’uomo.Dagli anni ’70, e da questi principi fondanti, sono dovuti passare altri vent’anni prima che si potessero ottenere le prime leggi e normative effettive a favore della tutela animale. Nel 1991 nasce finalmente la legge quadro nazionale 281/91 contro il randagismo, che considera il Sindaco di ogni commune, l’autorità competente e responsabile del benessere di tutti gli animali presenti sul proprio territorio; il Sindaco è infatti tenuto a controllare e a prevenire maltrattamenti, ad arginare il fenomeno del randagismo tramite sterilizzazioni periodiche effettuate dale Asl veterinarie, e ad assicurare agli animali un buono stato di salute tramite i servizi preposti.
    Nel 2004 nasce la legge nazionale 189/2004, inerente le disposizioni concernenti il divieto di maltrattamento degli animali, nonché di impiego degli stessi in combattimenti clandestini o competizioni non autorizzate.
    Nel 2009 entra anche in vigore a livello europeo, l’art. 13 del Trattato di Lisbona che recita:
    Nella formulazione e nell’attuazione delle politiche dell’Unione nei settori dell’agricoltura, della pesca, dei trasporti, del mercato interno, della ricerca e sviluppo tecnologico e dello spazio, l’Unione e gli Stati membri tengono pienamente conto delle esigenze in materia di benessere degli animali in quanto esseri senzienti, rispettando nel contempo le disposizioni legislative o amministrative e le consuetudini degli Stati membri per quanto riguarda, in particolare, i riti religiosi, le tradizioni culturali e il patrimonio regionale.

Lega italiana dei diritti dell’animale.

Sono passati più di 40 anni da quella data e benché ci sia ancora molta strada da fare per poter raggiungere il completo rispetto di tutti i 14 punti etici previsti dalla Dichiarazione, questa tematica sta conquistando sempre più spazio nel cuore delle persone. La pandemia di coronavirus, che da gennaio 2020 ha colpito l’intero Pianeta, ha dimostrato ancora una volta che dobbiamo ricostruire il nostro rapporto con le specie che ci circondano.

Per fortuna aumentano ogni giorno le persone che si preoccupano del trattamento riservato agli animali con cui vengono in contatto, da chi decide di assumere comportamenti più compassionevoli a tavola, adottando un’alimentazione a base vegetale e senza sofferenza, a chi pianifica vacanze nel rispetto della fauna locale; da chi decide di usare prodotti cruelty-free a chi adotta da canili e gattili.

Gli animali non vanno umanizzati, ma trattati con il rispetto e l’attenzione che la loro natura richiede, soprattutto in un mondo dove tutto è collegato, dove il locale diventa globale. Perché quando la violenza colpisce il mondo animale, anche l’essere umano ne risente.

Quali sono i diritti degli animali?

Per diritti degli animali si intende l’insieme dei principi e delle norme che riguardano il rapporto tra l’uomo e gli animali. I diritti degli animali sono basati sul principio che gli animali sono esseri senzienti che hanno il diritto di essere trattati con rispetto e dignità. Tra i principali diritti degli animali riconosciuti dalle leggi ci sono il divieto di maltrattamento degli animali, la loro protezione, il divieto di impiego degli stessi in combattimenti, la tutela degli animali da allevamento e quello degli animali selvatici.

Come si tutelano i diritti degli animali?

I diritti degli animali sono tutelati dalle leggi. Nel nostro Paese esistono diverse leggi che disciplinano la materia di tutela degli animali. Tra queste, la legge quadro sulla tutela degli animali che prevede il divieto di maltrattamento e la protezione degli animali da compagnia.

Come vengono tutelati gli animali domestici?

Gli animali domestici sono particolarmente protetti dalle leggi italiane. In particolare, la legge prevede che gli animali da compagnia debbano essere trattati con rispetto e dignità. Tra le principali norme sulla tutela degli animali domestici c’è il divieto di maltrattamento e la protezione degli animali d’affezione come cani e gatti.

Cosa si intende per diritti animali?

Per diritti animali si intende l’insieme dei principi e delle norme che riguardano il rapporto tra l’uomo e gli animali. I diritti animali sono basati sul principio che gli animali sono esseri senzienti che provano dolore e che possono subire violenze.

Come si punisce il maltrattamento degli animali domestici?

Il maltrattamento degli animali domestici è un reato penale punibile con la reclusione. La legge prevede anche delle sanzioni amministrative per chi maltratta gli animali, come ad esempio la revoca della patente di guida o l’interdizione dall’attività di allevatore.

Quali sono le principali leggi che tutelano gli animali domestici?

Le principali leggi che tutelano gli animali domestici sono la legge quadro sulla tutela degli animali, la legge sul randagismo e la legge che regola l’imposizione obbligatoria di microchip agli animali da compagnia. Queste leggi prevedono sanzioni per chi maltratta gli animali e prevedono la tutela degli animali d’affezione come cani e gatti.

Come funziona la tutela penale degli animali?

La tutela penale degli animali prevede una serie di reati penali a tutela degli animali. Il codice penale prevede il reato di maltrattamento di animali, punito con la reclusione. Inoltre, la convenzione europea per la protezione degli animali stabilisce il divieto di tortura, di sperimentazione inumana e di uccisione senza necessità degli animali.

Cosa prevede il codice penale per proteggere gli animali?

Il codice penale prevede il reato di maltrattamento di animali, punito con la reclusione. Inoltre, la legge prevede delle sanzioni amministrative per chi maltratta gli animali, come ad esempio la revoca della patente di guida o l’interdizione dall’attività di allevatore.

Quali fattispecie sono considerate maltrattamento di animali?

Il maltrattamento di animali si verifica quando si causano loro sofferenze o se si sottopongono gli animali a violenze di qualsiasi genere. Tra le fattispecie considerate maltrattamento di animali ci sono l’abbandono degli animali, la cattura o la uccisione di animali protetti, l’utilizzo di animali per combattimenti o spettacoli e la malnutrizione degli animali.

Cos’è la convenzione europea per la protezione degli animali?

La convenzione europea per la protezione degli animali è un accordo internazionale che stabilisce le norme per la protezione degli animali. La convenzione prevede il divieto di tortura, di sperimentazione inumana e di uccisione senza necessità degli animali. La convenzione è stata ratificata da molti Paesi europei, tra cui l’Italia.

Come avviene la protezione degli animali da compagnia?

La legge italiana prevede la protezione degli animali da compagnia. La legge prevede che gli animali da compagnia debbano essere trattati con rispetto e dignità. Tra le principali norme sulla tutela degli animali da compagnia c’è il divieto di maltrattamento e la protezione degli animali d’affezione come cani e gatti.

Cosa prevede la legge per la protezione degli animali da compagnia?

La legge prevede che gli animali da compagnia debbano essere trattati con rispetto e dignità. In particolare, la legge vieta il maltrattamento degli animali e prevede sanzioni per chi lo commette.

Come ci si deve comportare verso gli animali da compagnia?

Il comportamento verso gli animali da compagnia deve essere sempre improntato al rispetto e alla cura degli stessi. Gli animali d’affezione hanno bisogno di cure, attenzioni e affetto. È importante evitare di sottoporre gli animali a situazioni di stress o di pericolo.

Come si gestisce il randagismo in Italia?

In Italia il randagismo è gestito dalle amministrazioni locali. Le autorità competenti hanno il compito di accogliere gli animali randagi, di controllare la loro salute e di provvedere alla sterilizzazione degli stessi. Gli animali che non vengono adottati vengono poi ospitati in canili comunali.

Quali sono le norme sulla macellazione degli animali?

Le norme sulla macellazione degli animali hanno lo scopo di garantire il benessere degli animali e la loro protezione. La legge quadro sulla macellazione degli animali prevede che gli animali debbano essere storditi prima della macellazione per evitare loro sofferenze.

Cosa prevede la legge quadro sulla macellazione degli animali?

La legge quadro sulla macellazione degli animali prevede che gli animali debbano essere storditi prima della macellazione per evitare loro sofferenze. Inoltre, la legge prevede che le aziende che si occupano di macellazione degli animali debbano rispettare precise norme igieniche e di sicurezza.

Come si garantisce il benessere degli animali in allevamento?

Il benessere degli animali in allevamento viene garantito attraverso precise norme. L’allevatore deve garantire agli animali cure, alimentazione adeguata e un ambiente pulito. Inoltre, gli animali devono avere spazio sufficiente per muoversi, riposarsi e socializzare. L’allevamento deve essere dotato di impianti adeguati per la loro igiene e benessere, come lettiere confortevoli, aree ombreggiate e ventilazione.
Le pratiche di manutenzione sanitaria e prevenzione delle malattie sono altrettanto importanti per garantire la salute e il benessere degli animali, insieme a possibili controlli veterinari periodici. Inoltre, gli allevatori devono rispettare le normative locali e internazionali sull’allevamento degli animali e gli standard di benessere degli animali stabiliti dalla comunità scientifica.
Infine, l’attenzione e la cura per il benessere degli animali devono essere presenti lungo tutta la catena di produzione, dalla riproduzione all’abbattimento e alla distribuzione finale dei prodotti.

 


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