Nao, robot genio dell'energia in casa. Così la smart home ci farà risparmiare

Nao, robot genio dell'energia in casa. Così la smart home ci farà risparmiare
By: LRT Pubblicato il: novembre 08, 2019 Vista: 5

Nao, robot genio dell'energia in casa. Così la smart home ci farà risparmiare

È il genietto della casa, il volto simpatico che i bambini adorano e ha alle spalle tanta tecnologia. Nao è un robot, prodotto da SoftBank Robotics, e nelle mani dei ricercatori italiani dell’Enea, sta studiando da ‘esperto’ di consumi per assisterci in casa, e darci consigli su come fare a risparmiare sulla bolletta. Nao è stato premiato tra “I geni di Ecomondo 2019” la più grande fiera italiana sulla green economy, che si tiene ogni anno a Rimini, come una delle migliori eco-innovazioni. Il suo ambiente ideale è una smart home con dispositivi collegati a un cervello centrale, con lui a fare la parte del “grillo parlante”.

Oltre a controllare i nostri consumi, è pronto ad avvertirci di malfunzionamenti, guasti e pericoli in casa. Lo fa interrogando i dispositivi che già si trovano in molte abitazioni, sensori di movimento, temperatura, oppure su porte e finestre: "È una macchina che sa parlare molto bene con le macchine ma può anche parlare con le persone – spiega Andrea Zanela, ricercatore al Laboratorio robotica e intelligenza artificiale dell’Enea – e fa da interfaccia con gli abitanti della casa. Grazie all’AI, è in grado di riconoscere una serie di oggetti come degli occhiali. Potremo chiedergli di trovarceli, per esempio. A differenza degli altri, è un sensore che può girare per casa ed essere molto utile. Se ci dimentichiamo una pentola sul fuoco, è in grado di riconoscere un pericolo e addirittura venire a cercarci per avvertirci".

La smart home

Tutto parte da un sistema, quello della “casa intelligente”, che sta prendendo piede con molta rapidità, in tutto il mondo: elettrodomestici intelligenti e sensori sparsi in tutta casa. All’Enea gli ingegneri hanno messo a punto la Energy box il 'cervello' che raccoglie i dati, li analizza per dirci come consumiamo e suggerirci come fare per risparmiare: "I sensori che utilizziamo sono quelli disponibili sul mercato a prezzi ormai molto bassi – dice Stefano Pizzuti, ingegnere responsabile del laboratorio Smart cities and communities dell’Enea, mentre controlla i livelli di consumo delle abitazioni in cui l’Enea sta sperimentando la sua tecnologia – si va dai dieci euro fino a un massimo di 50. Noi abbiamo sviluppato il 'cervello' che raccoglie tutti i dati e li elabora per sapere cosa consuma di più e perché. Suggerendo come fare a consumare meno".
Sullo schermo del suo pc Pizzuti vede le icone che riguardano i diversi sensori, piazzati in una dozzina di case nel quartiere romani di Centocelle dove vivono altrettante famiglie che fanno da ‘pilota’ per questa tecnologia. Sono quasi tutti dispositivi “plug and play”, basta inserirli nella presa della corrente di un elettrodomestico come lavatrice o lavastoviglie. Ci sono sensori di movimento e misura della temperatura, altri che monitorano la chiusura di porte e finestre. Funziona tutto via wireless grazie a un codice open, non proprietario. Ognuno comunica tutto alla centralina che monitora i consumi e la Energy box pensa al resto: "Una delle indicazioni che mi può dare è per esempio quante volte apro la finestra perché magari consumo molto, troppo, per i riscaldamenti. Oppure può avvertirmi che ho lasciato la luce accesa, o la tv, e posso spegnerla da remoto. L’obiettivo è quello di creare consapevolezza per educare a comportarsi in modo energeticamente più virtuoso a casa propria. In due anni di sperimentazione abbiamo calcolato che una famiglia risparmia in media l’8%. Che in euro fa poca cosa, ma è un primo passo".

Il passo successivo sarà quello verso la flessibilità dei consumi. In un futuro non troppo lontano (secondo Pizzuti serviranno cinque anni) sarà l’intelligenza artificiale ad aiutarci nel gestire i consumi domestici: "Andiamo verso il mercato dinamico dell'energia, non la classica tariffa trioraria, ma informando i cittadini sarà impostata su quando conviene di più adottare comportamenti in base al costo. Faccio un esempio, potrò dire al sistema: ‘Voglio la lavatrice fatta per le otto di sera, decidi tu quando’. E lui deciderà in base al prezzo ma anche senza creare picchi di domanda tutti insieme". Questo comporterà cedere a chi analizza il mercato i dati sui nostri consumi, anche se anonimamente: "Il nuovo Gdpr (il regolamento europeo sulla protezione dei dati, ndr) tratta i dati domestici come dati sensibili con particolare riservatezza – aggiunge Pizzuti – perché da questi sensori si può capire se sono in casa, in che stanza sono e quali sono le mie abitudini. Ma non dimentichiamoci che noi già con lo smartphone ogni momento trasmettiamo dati su dove siamo e cosa stiamo facendo, siamo tracciati. Lo accettiamo perché in cambio col nostro telefono abbiamo dei servizi. Ma anche la smart home fornisce dei servizi. I sensori su porte e finestre sono dei sistemi di antifurto. Per non parlare delle possibilità che avremo nel campo dell’assistenza medica, con i dispositivi di monitoraggio collegati via wireless che ci avvertono se per esempio una persona malata in casa ha una crisi cardiaca". Gli ingegneri Enea lavorano scrivendo in linguaggio aperto, che non dialoga con due dei colossi dei sistemi di smart home come Google e Amazon, che hanno loro dispositivi con linguaggi proprietari, e dialogano quindi solo tra loro. Ma in futuro le cose potrebbero cambiare: "Le aziende si stanno accorgendo che utilizzare linguaggio open aprirà il mercato e conviene" conclude Pizzuti.

I talenti di Nao

È a questa architettura tecnologica che si appoggia il piccolo Nao, che è una delle interfacce. I dati sono consultabili da pc via app da smartphone, e smartwatch e con gli stessi dispositivi potremo da remoto accendere o spegnere elettrodomestici, luci o farci trovare l’acqua calda per un bagno o la cena calda in forno. Il robot, che è alto una sessantina di centimetri, è molto apprezzato dai bambini ma fa un lavoro da adulti. Anche in casi delicati: "Nao interroga i sensori della casa e risponde a domande semplici, su guasti, e può dialogare con le persone, seguirle per casa – aggiunge Zanela – pensiamo agli anziani o chi deve fare esami medici di routine come pressione e saturazione dell’ossigeno nel sangue, che si possono fare anche a casa. Nao può leggere a voce la risposta e inviare i dati direttamente via wireless al cloud dove il medico li può consultare".

Proprio per la sua flessibilità, Nao ha trovato finora una lunga serie di applicazioni. Dai tornei di calcio per programmatori, fino all’assistenza ai bambini con disturbi dello spettro autistico: “Durante le notti dei ricercatori abbiamo notato che i bambini erano molto affascinati da Nao, un contatto intuitivo e molto immediato. Così abbiamo fatto ricerche, parlato con neuropsichiatri e psicoterapeuti, e scoperto che il robot potrebbe essere molto utile perché i bambini autistici sono molto spesso spaventati dalla mimica facciale delle persone, non sostengono quasi mai lo sguardo. E sono molto attratti dalla tecnologia. Stiamo sviluppando un progetto per inserire Nao in un protocollo terapeutico, l’obiettivo è quello di fare da tramite, favorire il dialogo affinché i bambini comunichino non solo con il robot, ma anche con altre persone. Oppure assistendo i più piccoli nei gesti quotidiani, interagendo con loro”.

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