"L'Universo potrebbe essere curvo e non piatto"

By: LRSC Pubblicato il: novembre 07, 2019 Vista: 3

"L'Universo potrebbe essere curvo e non piatto"

L'Universo è piatto come un foglio di carta o curvo e chiuso? Se l'è chiesto un team di ricercatori dell'Università La Sapienza di Roma - Eleonora Di Valentino e Joseph Silk, guidati da Alessandro Melchiorri - che ha appena pubblicato uno studio, appena pubblicato sulla rivista Nature Astronomy, basato sull'analisi dei dati sulla radiazione cosmica di fondo del 2018 raccolti dal satellite Planck dell'Agenzia spaziale europea (Esa). Secondo gli studiosi nuove evidenze suggerirebbero la seconda ipotesi, ossia che il nostro Universo sia curvo e chiuso come un pallone gigante. 


"Il modello di Universo oggi più accreditato e che finora ha superato brillantemente un numero considerevole di verifiche sperimentali è quello di un Universo in espansione infinita a partire da un Big Bang primordiale. Una delle predizioni fondamentali del modello è che la sua geometria sia Euclidea, vale a dire un Universo piatto", spiegano i ricercatori ribaltando la certezza che si basa principalmente sulla geometria Euclidea e suggerendo che "la Relatività Generale lascia tuttavia aperta la possibilità a geometrie differenti. In Relatività Generale la materia influisce sullo geometria dello spazio che la contiene. In particolare, se consideriamo distanze cosmologiche, pari a miliardi di anni luce, è possibile che la geometria non sia quindi Euclidea".

La radiazione cosmica di fondo, composta da microonde è considerata il debole eco del Big Bang, il fenomeno che circa 14 miliardi di anni fa innescò l'espansione dell'Universo. Dall'analisi dei dati i ricercatori hanno trovato un'anomalia. In pratica, l'effetto della "lente gravitazionale" - quella deformazione apparente dell'immagine dei corpi celesti la cui luce emessa si trovi a passare nei pressi delle masse che producono la curvatura dello spazio-tempo - risulterebbe essere più intenso del previsto. In pratica, la gravità piega le microonde della radiazione cosmica di fondo più di quanto previsto. Secondo i ricercatori, questa anomalia si spiegherebbe se l'Universo fosse curvo e chiuso.

"I nuovi dati ottenuti da Planck – spiega Melchiorri,  – mostrano che l’Universo è solo il 4% più curvo di quanto si pensasse. Questa percentuale è però sufficiente a creare una discordanza con le rimanenti osservazioni astrofisiche, mostrando tensioni e differenze". Questi risultati metterebbero in crisi tutto quello che sappiamo e solleverebbe una serie di problemi nel campo della fisica. I ricercatori quindi preferiscono un approccio prudente, anche se l'accuratezza dell'analisi condotta è pari al 99,8%. "Aspettiamo e vediamo cosa ci diranno i nuovi dati", dice Melchiorri, corresponding author dello studio.

La scoperta di anomalie ha spesso portato a una rivoluzione nella nostra concezione dell'Universo. Si pensi all’orbita ellittica di Marte che ha portato alla legge di gravitazione di Newton o alla precessione anomala del perielio di Mercurio che ha poi portato alla Relatività Generale.

"Ovviamente c'è ancora la possibilità che un effetto sistematico ancora non rivelato sia alla base delle discrepanze osservate – afferma Melchiorri – Esperimenti di anisotropie futuri quali il Simons Observatory chiariranno sicuramente la situazione. La porta per una rivoluzione in cosmologia sembra però ora aperta ed i prossimi esperimenti potrebbero portare risultati ancora più esaltanti".

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