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Pirlo riscopre le punizioni in casa Juve, Dybala e McKennie senza Toro

Pirlo riscopre le punizioni in casa Juve, Dybala e McKennie senza Toro
Da: Serie A Pubblicato In: Aprile 02, 2021 Visualizzato: 138

Pirlo riscopre le punizioni in casa Juve, Dybala e McKennie senza Toro

TORINO. Giovedì pomeriggio, quelli della cena fuorilegge hanno cominciato a purgare le loro colpe. Ad Arthur è andata bene, perché è di nuovo infortunato e nel derby non avrebbe giocato in ogni caso, ma Dybala e McKennie sono stati mandati in campo quando i compagni (e Pirlo) erano altrove: ad accoglierli c'erano Nedved e Paratici, che hanno urlato loro in faccia la disapprovazione della società, specificando però che la decisione della "squalifica" è stata dell'allenatore: un modo per irrobustire l'autorevolezza di Pirlo, il cui ascendente sulla squadra non è esattamente ai massimi livelli. "La decisione l'ho presa io e la società ha fatto il resto", ha annunciato lui.

Attribuita al tecnico la punizione tecnica, il club si occuperà di quella finanziaria, comminando una multa che, da regolamento, può arrivare al 30% del lordo mensile: nel caso di Dybala, il meglio remunerato dei tre, si tratterebbe di una cifra attorno ai 300 mila euro. Dopo la sfuriata dirigenziale, cui ieri mattina ha fatto seguito quella dell'allenatore, l'argentino e McKennie sono stati spediti a inanellare giri di campo per una mezz'oretta, come se fossero due reclute in castigo sotto naia. Se faranno i bravi, domani potranno tornare ad allenarsi coi compagni, anche se la squalifica non ha ancora una data di scadenza: "Vedremo quando riprenderanno". E chissà come verrà presa la gaffe di Oriana, la fidanzata di Dybala, che ha spiattellato che "Paulo va a cena fuori quasi tutti i mercoledì". L'appuntamento di mezza settimana a casa di uno o dell'altro sarebbe quasi fisso, soprattutto con la squadra fuori dalle coppe: si gioca a carte e playstation, con il coinvolgimento non soltanto dei tre pizzicati dai carabinieri. Il Covid non ha comunque, e per fortuna, prodotto altre pesanti conseguenze: al secondo giro di tamponi tra azzurri e altri nazionali (la Juve temeva per Szczesny) è risultato positivo solo Verratti, che per altro si era contagiato già a fine gennaio.

Il clima alla Juve è molto pesante e questa improvvisa svolta autoritaria ha sconcertato lo spogliatoio, visto che da tre anni (al contrario di prima: i puniti celebri Bonucci, Vidal, Pogba e Caceres lo testimoniano) atteggiamenti e comportamenti non corretti non hanno mai avuto conseguenze, forse per il fatto che il più delle volte il protagonista è stato Ronaldo. Pirlo l'ha spiegata così: "Certe cose sono sempre capitate, ma non era questo il momento, per quello che sta succedendo nel mondo, per il rispetto di chi segue le regole e perché si era a due giorni da una partita. Siamo degli esempi ed è giusto che ci comportiamo da esempi". 

La situazione interna è segnalata in ebollizione, i rapporti tra la squadra e Pirlo sono freddi, così come tra squadra e società. E a sovrastare il tutto c'è un'aria di sospensione generale, di immobile incertezza, che non aiuta: si pensava che entro Pasqua sarebbe arrivata la conferma o meno dello staff dirigenziale (da Paratici in giù, hanno tutti il contratto in scadenza) e invece il futuro resta incerto, come se davvero tutto, e aogni livello, dipendesse da questo scorcio di stagione. Pirlo è stato confermato ufficialmente da Nedved, cui bisogna credere, ma l'allenatore stesso ha ammesso che "se perdi dieci partite è giusto che tu vada a casa".

L'unica cosa certa è che la società è in difficoltà finanziarie, tant'è che vorrebbe spostare quattro mensilità di stipendi sul prossimo esercizio. E anche per far quadrare i conti la squadra, così com'è, verrà profondamente cambiata: ci sono almeno sei giocatori sul mercato (Rabiot, Ramsey, Alex Sandro, Demiral, Bentancur, Dybala) e di sicuro Ronaldo non verrebbe trattenuto se trovasse una scrittura altrove. Inoltre, arrivano segnali di un disagio profondo di Buffon e Chiellini, teoricamente i più aziendalisti e i più fedeli a Pirlo, che ieri ha glissato: "Il loro futuro? Io penso al presente". Basterà il pugno duro per fermare questo smottamento di certezze che franano a valle?

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