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Lazio, processo tamponi, Lotito gioca la carta degli scienziati: "Tutto regolare"

Lazio, processo tamponi, Lotito gioca la carta degli scienziati:
Da: Serie A Pubblicato In: Marzo 25, 2021 Visualizzato: 163

Lazio, processo tamponi, Lotito gioca la carta degli scienziati: "Tutto regolare"

ROMA. Quando a Lotito chiedono del rinnovo di Inzaghi, il presidente risponde: "No comment". Due i motivi del silenzio. Il primo: Lotito è indeciso sulla scelta da fare riguardo un allenatore cui è affettivamente legato; il secondo: è impegnato nel "processo tamponi" che inizia domani davanti al Tribunale federale. A questo proposito, la nuova memoria difensiva punta anche su tre perizie di parte (pareri "pro veritate"), che devono essere ammesse dal collegio, compresa quella di un illustre esponente della comunità scientifica come il professor Pregliasco, direttore dell'Istituto Galeazzi di Milano, che definisce come assolutamente corretto il comportamento della Lazio sulla convocazione di Immobile - "valutando i plurimi test molecolari effettuati" - in Torino-Lazio del 1° novembre 2020.

Ad analoghe conclusioni arrivano il dottor Bondanini, direttore Uoc, laboratorio Hub2, che ha il governo della salute di circa due milioni di abitanti a Roma, e il professor Patrizio Rossi, Sovrintendente sanitario centrale Inail. Pareri che avallano anche la tesi della Lazio sul fatto che dovevano essere i laboratori a informare le Asl della positività dei calciatori, come stabilito da atti della Regione Lazio (14 ottobre 2020) e Campania (9 settembre 2020). Tanto più che, secondo i legali, all'epoca dei fatti contestati, il protocollo Uefa non era applicabile al distinto ordinamento del campionato italiano: lo è diventato dal 18 novembre 2020. Né - questione preliminare decisiva - lo stesso protocollo Figc è stato mai approvato dal Coni: "Il Comunicato 78/A - sostengono gli avvocati della Lazio - non può essere applicato alla presente fattispecie perché manca a tutt'oggi la relativa, necessaria approvazione del Coni".

Sulla responsabilità diretta di Lotito, il presidente la nega perché nell'assetto organizzativo della Lazio le decisioni sui tamponi "sono di esclusiva competenza dei sanitari". È "la Strategia 231", che fa riferimento alla legge sulla responsabilità amministrativa delle imprese. La Procura la pensa in modo opposto: chiederà una penalizzazione (si parla di 6 punti) e l'inibizione per presidente e medici. Sarà durissima battaglia legale: alla Lazio, peraltro società quotata in Borsa, non sta bene neanche un po' rischiare una sentenza pesante su una materia ancora ricca di incognite, in un procedimento senza precedenti, e in una stagione in cui una penalizzazione certa (prevista come sanzione da sempre, non introdotta per l'anomalia Covid) è stata evitata - cambiando le regole in corsa - nei confronti di vari club non in grado di pagare gli stipendi nei tempi stabiliti. Non c'è solo la Lazio a pensare che sarebbe un'ingiustizia clamorosa.

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