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Giorgio Panariello e Marco Giallini: «Siamo in tv con un sit-show»

Giorgio Panariello e Marco Giallini: «Siamo in tv con un sit-show»
Da: Pubblicato In: Febbraio 03, 2021 Visualizzato: 1259

Giorgio Panariello e Marco Giallini: «Siamo in tv con un sit-show»

Non un vero e proprio show, ma un sit-show, ovvero, una via di mezzo tra show e sit-com. Il titolo, però, è preso in prestito da un film del 1985, «Lui è peggio di me», interpretato da una celebre coppia, Adriano Celentano e Renato Pozzetto. Ora il duetto è composto da Giorgio Panariello e Marco Giallini, il toscano e il romano, che da stasera, giovedì 4 febbraio, per quattro puntate, sono protagonisti su Rai3. «Sì, siamo un po’ la strana coppia, tipo Lemmon-Matthau — esordisce Panariello —, due artisti sulla carta molto distanti che però si attraggono. Marco è peggio di me perché è distratto, ritardatario e poco avvezzo ai tempi televisivi». Interviene Giallini: «Giorgio è peggio di me perché è troppo preciso, pignolo...». Lo studio televisivo è diviso in due miniappartamenti: «Andiamo in onda alla stessa ora in due posti diversi — spiega Panariello —, siamo come due vicini di casa, conviviamo e interagiamo sul comune pianerottolo con monologhi, interviste, musica e gag». Aggiunge Giallini: «Vengono a trovarci degli ospiti che vanno e vengono dall’uno e dall’altro. Alcuni, i più famosi, entrano ed escono senza dire una parola». Insomma, uno show «sperimentale — lo definisce il direttore Rai3 Franco Di Mare — senza papillon e lustrini». Tra gli ospiti della prima serata, Antonello Venditti, Francesco De Gregori, Paola Turci, Kasia Smutniak, Piero Dorfles e Filippo La Mantia che si metterà ai fornelli. E, rigorosamente, non si parlerà di Covid: «Assolutamente no! — conferma Panariello . L’unico accenno concesso alla pandemia, è il flacone di gel disinfettante che offriremo agli ospiti». Niente Covid e nemmeno satira politica: «Un tempo — continua il comico toscano —, quando salivi in palcoscenico potevi fare satira su quello che era successo durante la settimana, ma adesso le cose avvengono repentinamente, e oltretutto la realtà supera la fantasia: come era possibile immaginare una crisi di governo durante la pandemia con politici strapagati che non riescono a mettersi d’accordo per il bene del Paese». Niente Covid, niente satira politica e niente pubblico in presenza: «Non nascondo — aggiunge Panariello — che l’assenza di pubblico che ride alle battute è uno choc: noi ci facciamo i tamponi tutti i giorni ma non possiamo avere nessuno presente, però poi se andiamo a comprare una maglietta in un negozio veniamo inghiottiti dagli ingorghi di gente nelle vie commerciali. Per non parlare poi della chiusura dei teatri: è scandaloso». Concorda Giallini: «La cultura è sempre stata trattata come ultima cosa». 3 febbraio 2021 (modifica il 3 febbraio 2021 | 20:46) © RIPRODUZIONE RISERVATA Let's block ads! (Why?)

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