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Mercenari italiani in Donbass, a giudizio ultras della Lucchese: «Azioni contro l’Ucraina»

Mercenari italiani in Donbass, a giudizio ultras della Lucchese: «Azioni contro l’Ucraina»
Da: Pubblicato In: Gennaio 21, 2021 Visualizzato: 255

Mercenari italiani in Donbass, a giudizio ultras della Lucchese: «Azioni contro l’Ucraina»

È stato rinviato a giudizio Andrea Palmeri, 42 anni, il capo ultrà dei Bulldog (detto il «generalissimo», capo di una delle curve più nere d’Italia, quella della Lucchese), protagonista di tante battaglie come leader dei tifosi ma anche di Forza Nuova, indagato nell’inchiesta sui reclutatori e mercenari combattenti filorussi per la guerra nel Donbass. Su Palmeri, che si trova all’estero, pende un mandato di arresto europeo emesso dalla procura distrettuale di Genova (il pm è Federico Manotti). Palmeri dal canto suo ha sempre negato di essere un mercenario e un addestratore, rivendicando al contrario di essere un volontario impegnato a fianco dei russi, impegnato per la popolazione civile. Leggi anche A fianco dei russi Il processo a suo carico inizierà il primo aprile. Secondo l’accusa, Palmeri aveva reclutato e istruito più persone per farle combattere a fianco delle milizie filo-russe nel territorio del Donbass, in Ucraina orientale e per farle «partecipare ad azioni, preordinate e violente, dirette a mutare l’ordine costituzionale o a violare l’integrità territoriale del Governo ucraino». A luglio 2019 erano stati condannati tre dei sei mercenari. In particolare era stato condannato a 1 anno e 4 mesi Vladimir Vrbitchii, operaio di origini moldave, e a 2 anni e 8 mesi Olsi Krutani, albanese sedicente ex ufficiale delle aviotruppe russe. L’italiano Antonio Cataldo (ex Legione Straniera) aveva patteggiato una pena a due anni e otto mesi. I tre erano stati arrestati nel 2018. L’inchiesta era nata nel 2013 nell’ambito dell’area skinhead ligure. shadow carousel Andrea Palmeri, guerrigliero latitante Il tentativo ucraino di rapirlo Nell’ottobre 2020 è emerso che agenti ucraini, sotto copertura, hanno tentato di rapire Andrea Palmeri: 15mila dollari per l’operazione; nel caso il rapimento fosse fallito, lo avrebbero ucciso. A renderlo noto era stato l’ufficio stampa del Ministero degli interni della Repubblica Popolare di Lugansk (un territorio occupato dal 2014 da truppe russe e milizie illegali): «Abbiamo ricevuto una segnalazione del fatto che i Servizi di Sicurezza d’Ucraina (Sbu) hanno infiltrato nel territorio della Repubblica Popolare di Lugansk una squadra appositamente addestrata per rapire un cittadino straniero (italiano, ndr) e condurlo in territorio ucraino. Dopo aver controllato queste informazioni è stato individuato il gruppo di sabotatori. I membri di questo gruppo sono stati arrestati mentre stavano pianificando questo reato». Secondo il ministero degli interni LNR l’italiano in questione è Andrea Palmeri. I trascorsi giudiziari italiani Palmeri, che manca dalla Toscana dal 2014, ha dei precedenti giudiziari anche in Italia. Nel novembre 2019 La Cassazione aveva confermato la pena di 30 mesi per il pestaggio di Stefano Benassi, avvenuto tra l’8 e il 9 marzo del 2013 al pub Ottavo Nano di Lucca. La Corte di Cassazione ha infatti rigettato il ricorso presentato da Palmeri per ottenere l’annullamento della sentenza di appello che, nel 2016, lo aveva visto condannare a due anni, otto mesi e 20 giorni di reclusione oltre al pagamento di una provvisionale di 10mila euro a favore di Benassi,che dopo l’aggressione fu costretto a sottoporsi ad un intervento chirurgia maxillofacciale. Le accuse alle quali Palmeri doveva rispondere erano di lesioni gravi, minacce e porto ingiustificato di un coltello a serramanico. Nella stessa circostanza l’ex capo ultras della Lucchese brandendo il coltello minacciava tre giovani che si trovavano fuori dal locale di via Cantore. Per quella vicenda l’estremista di destra venne arrestato il 17 giugno del 2013 dalla squadra Mobile. Palmeri era rimasto nel carcere di San Giorgio sino al 13 settembre e dopo l’attenuazione della misura era tornato libero con obbligo di firma. Poi, prima del termine del provvedimento della sorveglianza speciale, aveva lasciato l’Italia. 21 gennaio 2021 (modifica il 21 gennaio 2021 | 17:57) © RIPRODUZIONE RISERVATA Let's block ads! (Why?)

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