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Sorprese del lockdown: a Torino gli "aironi guardabuoi" come nelle pianure africane, mai così vicini a una città

Sorprese del lockdown: a Torino gli
Da: Cronaca Pubblicato In: Gennaio 21, 2021 Visualizzato: 99

Sorprese del lockdown: a Torino gli "aironi guardabuoi" come nelle pianure africane, mai così vicini a una città

 Anche le mandrie al pascolo nel parco del Meisino, alle porte di Torino, hanno propri "aironi guardabuoi" d'accompagnamento. Non è necessario, infatti, dover arrivare fino in Africa o nel cuore del Centro Italia, neanche doversi accontentare delle foto del web per scoprire questa specie ma è sufficiente spingersi fino ai margini del capoluogo piemontese.

È lì, tra il capoluogo e San Mauro, che con un po' di fortuna si possono scorgere gli aironi mentre si cibano degli insetti che volano intorno ai grandi animali: in Africa sono rinoceronti, elefanti e ippopotami, in Piemonte semplici e pazienti buoi. "Nel tessuto urbano è raro fare avvistamenti simili, gli aironi prediligono zone di prato e distese tranquille e per alimentarsi hanno bisogno di pascoli" sottolinea l'ornitologo Gianfranco Alessandria, coordinatore regionale per conto del Gpso-Gruppo Piemontese Studi Ornitologici del progetto "Garzaie" dell'Università di Pavia.

Non è chiaro se abbia contribuito anche il silenzio dei vari lockdown a farli avvicinare così tanto al centro urbano. Oggi tra le risaie del Vercellese vivono centinaia di coppie: una ventina a Volpiano, l'unica nell'area metropolitana a ospitare i guardabuoi. Anche se non è detto che arrivino proprio da lì gli aironi dei Meisino: "È una specie che nel periodo invernale tende a distendersi molto sul territorio". Spostamenti anche estesi che però non sembrano aver legami con il riscaldamento globale.

Le testimonianze fotografiche degli aironi sono state pubblicate da Piemonte Parchi, mensile di informazione e divulgazione naturalistica sulle aree protette pubblicato dalla Regione, e arrivano da un lettore, Roberto Boero, sorpreso da un avvistamento simile. Risalgono allo scorso autunno e sono state scattate nella zona dell'ex galoppatoio militare di Sassi, appunto tra Torino e San Mauro, la zona del Meisino e quella dell cosiddetto Isolone di Bertolla, nel Po. È una delle aree considerate più rilevanti dal punto di vista ornitologico in Italia e per la sua biodiversità in genere.

"Non c'è dubbio che Torino, grazie alla posizione fra tre fiumi seguiti in modo importante da flussi migratori, sia favorita come zona per la varietà di specie simili - sottolinea Alessandria - C'è anche da dire che questi volatili di solito scelgono le città per dormire per approfittare di qualche grado in più di temperatura e della tranquillità. Nel parco della Colletta, ad esempio, c'è un dormitorio notturno di aironi guardabuoi".

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