Milena Bertolini che si faceva chiamare Mario, quello che le donne fanno per lo sport

Milena Bertolini che si faceva chiamare Mario, quello che le donne fanno per lo sport
By: Ad-Spettacoli Pubblicato il: ottobre 27, 2019 Vista: 45

Milena Bertolini che si faceva chiamare Mario, quello che le donne fanno per lo sport

«Quando avevo 10 o 11 anni non esistevano le regole federali per far giocare le bambine a calcio. Io giocavo con i miei compagni e quando facevamo le partite con le altre squadre loro mi volevano assolutamente. Ai bambini alla fine interessa se sei bravo o no. Avevo i capelli corti e per tutti ero Mario quando giocavo. Nessuno se ne accorgevo». Quel Mario è Milena Bertolini, ex calciatrice e ct della nazionale femminile di calcio.

Il suo racconto è uno dei tanti di ragazze che non hanno mollato e hanno trovato una soluzione a quello che non doveva essere un problema: poter praticare lo sport che amano.

Non è successo solo alle calciatrici. La ex nazionale di rugby Erika Morri ha raccontato di non essere stata ostacolata, ma di aver avuto compagne che proprio a casa non potevano dire nulla. «Metà delle mie compagne nascondevano la borsa sotto il letto. Uscivano, venivano a fare l’allenamento e la rimettevano sotto il letto, con problematiche di vestiti bagnati e richieste tipo: “Me la lavi tu?”. La sorellanza è sempre esistita».

Ilaria Arrighetti, terza linea della nazionale femminile di rugby, ha detto che nell’Under 13 erano tutti maschi. «Io ero l’unica femmina ed ero il capitano». Solo che lei, come molte altre donne nello sport, per praticarlo ha sempre dovuto anche fare altro, cioè lavorare. Laura Giuliani portiera della nazionale azzurra di calcio è andata in fabbrica, lavorato in panifici e ristoranti. Valentina Cernoia, centrocampista della Juventus, è stata impiegata in una società di recupero crediti. Tutte abituate a fare dieci cose insieme. Come si fa? Lo spiega Sara Gama: «Si può fare tutto con la volontà, se si vuole perseguire la propria passione».

 

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