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Roma, Tiago Pinto tra sorrisi e idee chiare: "Qui non ci sono superstar"

Roma, Tiago Pinto tra sorrisi e idee chiare:
Da: Serie A Pubblicato In: Gennaio 13, 2021 Visualizzato: 44

Roma, Tiago Pinto tra sorrisi e idee chiare: "Qui non ci sono superstar"

ROMA - Le idee sono abbastanza chiare. Sostenibilità, competitività, lavoro di squadra, equilibrio: bastano questi quattro punti per riassumere le idee di Tiago Pinto, il nuovo general manager della Roma. Che in una conferenza stampa in cui ha ostentato sorrisi, ma anche le idee piuttosto chiare, ha dato soprattutto l'idea di non voler fare la fine di chi l'ha preceduto, uomini soli al comando precipitati dal ponte quando la nave ha iniziato a imbarcare acqua. La prima, grande scommessa della Roma dei Friedkin, per presentarsi alla sua nuova città, ha deciso di tenere un profilo più basso, puntando su un assunto: "Non ci sono superstar".  
 


Che sensazioni ha avuto in questi primi giorni alla Roma?
"Confesso che i primi giorni non siano stati facili, ho dovuto lavorare da casa, ma lavorare in video call non è come essere presente sul posto. Da ieri sono a Trigoria e ho potuto lavorare con tutto lo staff, sono molto felice"
Cosa l'ha convinta a lasciare il Benfica?
"I giornalisti italiani sono stati bravi e hanno svolto un ottimo lavoro d'indagine, la storia col Benfica è stata importante. I colloqui con Dan e Ryan mi hanno davvero motivato, mi hanno convinto di poter essere un elemento importante per trasformare in realtà quelle che erano loro idee e rendere la Roma una squadra più competitiva per vincere dei titoli".  
Non si vince un trofeo dal 2008, l'obiettivo è provare a vincere subito o programmare per il futuro?
"Dan e Ryan Friedkin hanno fatto grandi sforzi per mantenere la sostenibilità del club. Questo è un progetto a medio-lungo termine, la sostenibilità è importantissima se si vuole vincere in futuro. Nessuno nel calcio è in grado di stilare un calendario di quando si vincerà. Ma c'è un'ambizione grande, a lungo termine e quotidiana, tutti devono far meglio giorno per giorno. I calciatori devono migliorare ogni giorno, le prestazioni devono crescere di partita in partita. Solo così arriveranno risultati e titoli. Ma è importante comprendere che la sostenibilità di un progetto è imprescindibile se si vuole vincere in futuro e con continuità".

Fonseca ha detto che le ha chiesto dei giocatori.
"Col mister non abbiamo certo il problema della lingua. Sul mercato stiamo lavorando in team per trovare le soluzioni migliori per rendere questa squadra più competitiva".  
Avete iniziato a parlare del rinnovo di Pellegrini?
"Su Pellegrini non c'è alcun dubbio, vedrete che sono una persona trasparente a cui piace dir la verità. Lorenzo incarna il nostro progetto, è giovane, ha talento ed è profondamente legato alla Roma. Presto faremo quello ciò serve per finalizzare il rinnovo".  
Quando pensate di poter essere competitivi per vincere?
"Ci sono esempi di squadre in Europa che hanno investito molto, ma poi non hanno vinto, nel calcio non funziona così. Stiamo lavorando per rendere la Roma sempre più competitiva e portarla a giocarsi le fasi finali delle competizioni"
Con Pallotta la strada era vendere i migliori per tenere il bilancio in equilibrio, senza peraltro riuscirci.  
"Facciamo attenzione a fare paragoni, i contesti sono diversi. La Roma vuole mantenere i propri migliori giocatori più a lungo possibile, così è più facile vincere, ma per la situazione che stiamo vivendo a causa del Covid tutti i club devono reinventarsi. Plusvalenze entro giugno? Sia in Italia sia in Europa ci sono regole finanziare che vanno rispettate, è qualcosa con cui dobbiamo fare i conti".
Che ruolo avrà Ryan Friedkin nella pianificazione del calciomercato?
"Questo deve essere chiaro: lavoriamo di squadra, nessuno di noi si sente una superstar. Non è questo il mio modo di lavorare né quello dei presidenti. Vogliamo trovare le migliori soluzioni al momento giusto con l'obiettivo di vincere a medio-lungo termine. Questo vale anche per il mercato, sia a gennaio che in estate. Il mio lavoro quotidiano riguarderà anche il mercato, che mi piace molto, ma lo farò sempre a stretto contatto con Dan e Ryan, ai quali spetta la decisione finale. Sono qui per far crescere la Roma non perché qualcuno possa dire "questo è stato un affare di Tiago Pinto". È sempre un lavoro di squadra".
Oltre a lei arriverà un nuovo ds?
"Sarò chiaro: non arriverà nessuno come ds. Il mio ruolo è di General Manager dell'area sportiva, ma arrivo per lavorare con tutte le persone che sono qui. La mia prima missione è conoscere i collaboratori e dare il mio contributo, altrimenti la mia presenza qui non ha senso".  
E un nuovo gruppo per lo scouting?
"Credo che oggi un buon dipartimento scouting faccia la differenza, nel calcio. Sono cambiate molte cose in questi anni, anche a livello di analisi dei calciatori. E' fondamentale che lo scouting sia solido e che sia uno scouting della Roma, non di Tiago Pinto. L'importante è avere una banca dati più ampia possibile che ci permetta di prendere le migliori decisioni. Aggiungo una promessa: da qui a fine mercato sarò disponibile a rispondere alle vostre domande per chiarire quali sono le nostre idee".
Cosa pensa di Fonseca?
"Fonseca sarà il quinto allenatore col quale lavorerò, conosco bene la sua carriera. Il calcio di Fonseca è quello che vogliamo".
Come ritiene si arrivi alla scelta di un giocatore?
"Filosoficamente apprezzo l'occhio delle persone esperte che hanno giocato a calcio e sanno cogliere cose che noi che non abbiamo giocato non vediamo e al tempo stesso l'utilizzo dei dati e delle statistiche, che si avvalgono di strumenti molto raffinati. Ci sono casi come Midtjylland o Bradford che si sono basati esclusivamente sui dati, come nella pallacanestro, ma credo ci voglia equilibrio. Oggi, non potendo viaggiare, bisogna dare il giusto peso anche ai dati".
Il ruolo del direttore sportivo classico è un concetto superato?
"In portoghese abbiamo un modo di dire: è più importante discutere delle cose che del nome delle cose. Intendiamo costruire il modello di gestione che vi spiegavo: sarò io a guidare le operazioni di mercato ma sempre di concerto con le persone che già lavorano alla Roma, oltre che con Dan e Ryan, che sono sempre coinvolti quando c'è da prendere decisioni importanti".

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