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I set de «L’Amica geniale», quei luoghi-icona aristocraticamente popolari

I set de «L’Amica geniale», quei luoghi-icona aristocraticamente popolari
Da: CS.SP Pubblicato In: Gennaio 13, 2021 Visualizzato: 92

I set de «L’Amica geniale», quei luoghi-icona aristocraticamente popolari

Mezzogiorno, 13 gennaio 2021 - 08:54

di Natascia Festa

È un triplo salto vitale quello della topografia napoletana tra cinema e letteratura. La città, serbatoio inestinguibile di racconti che nascono quasi sotto dettatura dal suo palinsesto di strade, dopo essere stata matrice e conio delle narrazioni, ne ridiventa location. È il pane quotidiano di Napoli, sempre più grande set a cielo aperto. E, in momenti di sospensione come questo, sembra quasi che accada più il cinema che la realtà stessa. Di certo è più visibile la manutenzione delle produzioni di quella del Comune. Esemplare il caso di piazza del Gesù dove la ditta Teichos, guidata da un giovane archeologo e ingaggiata dalla produzione de L’amica geniale , ha ripulito l’obelisco e le facciate dando ossigeno - anzi carbonato di magnesio, formidabile per la pietra antica - al decor cittadino.

Dal piperno di Palazzo Ruffo di Castel Cicala dei principi di Sant’Elia - così per esteso - al bugnato a punta di diamante della Chiesa del Gesù Nuovo, in catabasi nell’ipogeo ellittico di Palazzo Spinelli e in risalita fino in piazza Dante, libreria Pironti: pare proprio che sarà Napoli Nobilissima la protagonista della terza stagione della serie ferrantiana. E c’è anche la città alta in senso fisico oltre che borghese: Villa Diaz, o meglio Villa Presenzano al Vomero, nota a tutti con il nome del generale Armando che l’acquistò, è la casa di Gigliola Spagnuolo, primogenita decisamente poco simpatica del pasticcere dei Solara.

Il Rione Luzzati ci sarà, ma come le radici di chi è diventato adulto tenderanno a rimanere interrate. L’evoluzione borghese di Lenù, che in Storia di chi fugge e di chi resta è già una scrittrice di discreto successo, cambia anche lo scenario del racconto e porta sullo schermo ancora una volta «l’altra Napoli».

Non è un caso che il regista Daniele Luchetti abbia scelto proprio il piano nobile del palazzo di via Foria, sia pure cambiandolo completamente di segno geografico. La dimora di quello che oggi è Studio Keller - scenario anche di CasaCorriere - televisivamente ha un precedente da record: nella serie I bastardi di Pizzofalcone , dai romanzi di Maurizio de Giovanni, era il sensuale nido del medico della scientifica Rosaria Martone che tra un sushi e un’opera d’arte seduce l’agente Alex Di Nardo, regalando al pubblico un voluttuoso bacio lesbo in prima serata, con relativa polemica. Leggendo, dunque, le stratificazioni dei set si comprende meglio come Napoli Nobilissima stia ridiventando icona aristocraticamente popolare.

13 gennaio 2021 | 08:54

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