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Can Yaman e Regé-Jean Page: muscoli, carisma e gentilezza. Il segreto del successo delle star maschili del momento

Can Yaman e Regé-Jean Page: muscoli, carisma e gentilezza. Il segreto del successo delle star maschili del momento
Da: CS.SP Pubblicato In: Gennaio 12, 2021 Visualizzato: 22

Can Yaman e Regé-Jean Page: muscoli, carisma e gentilezza. Il segreto del successo delle star maschili del momento

Se le caratteristiche degli attori sulla cresta dell’onda in un dato momento storico aiutano a definire i gusti del pubblico (soprattutto quello femminile) allora vale la pena approfondire la conoscenza di due personaggi esplosi nelle ultime settimane, in Italia e nel mondo; due, per intenderci, capaci di far impazzire folle di fan davvero di tutte le età: parliamo di Can Yaman, l’attore turco protagonista di soap (turche) che hanno conquistato anche il pubblico italiano e che vedremo, nientemeno, nel reboot di Sandokan nel ruolo che fu di Kabir Bedi, e di Regé-Jean Page, il protagonista di Bridgerton, serie Netflix prodotta da Shonda Rhimes sulla bocca di tutti dal giorno di Natale, quando è uscita.

Multietnici e impegnati

Premesso che il secondo, Page, è diventato una star mondiale in meno di un mese (un grande merito di Shonda Rimes è anche quello di creare show di successo con attori praticamente sconosciuti) mentre il primo, Yaman, è esploso (per ora) solo in Italia e Spagna oltre alla nativa Turchia (ma dategli tempo) i due hanno diverse cose in comune: sono trentenni, sono cresciuti in famiglie estranee al mondo dello spettacolo e multietniche, sono spaventosamente belli, ma resi davvero affascinanti da un mix di sguardo magnetico, cervello e impegno sociale.

Il turco più amato d’Italia

Andiamo con ordine. A fa crescere l’interesse intorno a Can Yaman ci si è messo anche il gossip che lo indica come nuova fiamma di Diletta Leotta. Ma è solo un corollario: pare che tutte le italiane dai 15 ai 90 anni lo amino e su Instagram lui conta quasi 8 milioni di follower (sono numeri da idoli del calcio). Yaman è nato e cresciuto a Istambul, è figlio di un avvocato di origini albanesi kossovare e di un’insegnate di lettere macedone, ha studiato in un liceo italiano, si è laureato in legge e parla cinque lingue. Per qualche mese si è dedicato alla pratica legale per diventare avvocato come suo padre, ma poi si buttato integralmente nella sua passione, recitare. Per la tv turca ha recitato in due serie tv diventate subito popolari, ma è stata soprattutto la seconda, “Day Dreamer, Le ali del sogno” a farlo conoscere in Italia e in Spagna: Mediaset ha scommesso sulla serie e ha vinto, infatti dal daytime di Canale5, dopo il successo inaspettato, è stata spostata in prima serata. Ma se DayDreamer è diventata un fenomeno di culto lo si deve a Yaman. Ogni volta che è venuto in Italia, folle di fan lo attendevano sotto gli hotel dove soggiornava. Persino l’ultima volta, il 9 gennaio scorso, nonostante il divieto Covid. Lui non si è risparmiato, si è concesso ai selfie e si è preso la multa da 400 euro. Il regista Ferzan Ozpeteck, al quale Yaman si rivolge chiamandolo “maestro”, lo ha voluto per lo spot pubblicitario della pasta De Cecco accanto a Claudia Gerini. È richiestissimo come testimonial di brand di moda maschile ed è generoso: in patria sostiene raccolte fondi per aiutare famiglie in difficoltà, bambini in ospedale e associazioni animaliste. Che altro per renderlo perfetto?

L’anglo-africano che “riscrive” il sex appeal maschile

Quanto a Regé-Jean Page, il suo motto su Instagram è «Faccio quello che posso con quello che ho» e anche se recita da quando aveva 18 anni, per tutti adesso è l’irresistible Simon, il duca di Hastings di Bridgerton, serie tv ambientata nel periodo della Reggenza Inglese che deve il suo successo soprattutto a un’idea geniale dei suoi autori: rappresentare l‘alta società inglese del periodo di Jane Austen come una società multirazziale, con duchi, conti, visconti e viscontesse neri. L’inclusività, del resto, è la cifra di Shonda Rhimes, la regina delle serie di successo. Che non poteva scegliere attore più adatto: Page, trent’anni, è figlio di una coppia interraziale - la madre è un’infermiera dello Zimbabwe, il padre un predicatore britannico - è cresciuto tra Londra e Harare, ma, a quanto racconta, la sua famiglia è sparpagliata tra Sudafrica, Svezia, Australia e Florida: «Così quando vado a trovarli faccio pit stop in giro e allargo le mie prospettive». Crede nel valore sociale dell’arte, nelle società multietniche e dichiara che «casa è ovunque ci sia la tua gente e dove tu ti adatti a stare». Ha recitato anche in “Roots”, remake della celebre serie del 1977, “Radici”, e per interpretare al meglio il tormentato duca di Hastings di Bridgerton si è interrogato a lungo, racconta in un’intervista al Guardian, su come rendere interessante e moderno il suo personaggio. Che risposta si è dato? Che doveva riuscire a far vedere il suo eroe e la sua vicenda attraverso «una lente femminista». E che bisognava ridefinire «il concetto di mascolinità». Intendiamoci, certi ingredienti “classici” del sex appeal maschile come i pettorali e i bicipiti scolpiti non sono messi in discussione, anzi. Ma oltre a forza e sicurezza, dice Page, bisognava aggiungere vulnerabilità, delicatezza e introspezione all’eroe maschile del 19esimo secolo per traghettarlo anche nel 21esimo.

Sarà il prossimo James Bond?

Risultato? Il successo di Bridgerton è diventato trasversale per età e tipologie di pubblico: perché se la serie è un feuilleton d’evasione, un vero guilty pleasure con tutti gli ingredienti del romanzo rosa, è anche vero che ha il pregio di parlare davvero a tutti e di dire ai bambini e alle bambine nere che possono diventare principi e principesse. Nel frattempo Page è passato da diecimila a 2 milioni e mezzo di follower su Instagram nel giro di una settimana, sui canali social impazzano le discussioni sul suo fascino e ora è accreditato persino come il prossimo James Bond nell’era post Daniel Craig. Lui si dice lusingato anche solo del fatto che se ne parli in rete. Ma nelle ultime foto in cui è ritratto con lo smoking sembra quasi giocare con le classiche pose alla Bond. Alla fine, anche il più politically correct dei divi cede al vecchio fascino di un agente segreto sciupafemmine dei tempi della Guerra Fredda.

12 gennaio 2021 (modifica il 12 gennaio 2021 | 16:52)

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