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«Grease», la polemica. Film sulla Bbc, social infuriati: sessista e omofobo

«Grease», la polemica. Film sulla Bbc, social infuriati: sessista e omofobo
Da: Pubblicato In: Gennaio 05, 2021 Visualizzato: 305

«Grease», la polemica. Film sulla Bbc, social infuriati: sessista e omofobo

Dopo i film Disney, Via Col vento e Una poltrona per due, ora tocca a Grease la condanna del politically correct. E la conseguente censura. Sarà una questione generazionale, ma viene da chiedersi se non stiamo esagerando con questo politically correct. Sono doverose e sacrosante le battaglie di oggi a favore delle donne, contro le violenze, le battaglie sui diritti umani, sulla parità, contro razzismo e discriminazioni. Ma non tenere conto del periodo storico in cui sono stati girati certi capolavori cinematografici , non è una operazione «correct». Perchè tra l’altro si salverebbe ben poco, considerato che fino a pochi anni fa le sensibilità nel mondo erano totalmente diverse (purtroppo). Ciò non toglie che bellissimi film restino tali anche se la cultura dell’epoca prevedeva comportamenti che oggi ci appaiono sconvenienti o addirittura intollerabili. Grease, «film sessista, misogino, omofobo»L’ultimo caso alla ribalta è quello di «Grease», il film musicale del 1978, diretto da Randal Kleiser e interpretato da John Travolta e da Olivia Newton-John. Un film divertente, che ha fatto ballare varie generazioni. E’ finito sotto attacco sui social, dopo che il film è stato proiettato su Bbc1, il giorno di Santo Stefano. Gli spettatori più giovani, in linea con i principi di movimenti come Me Too e Black Lives Matter, hanno sommerso Twitter di commenti negativi, in un cui etichettano il film come «sessista», «eccessivamente bianco», «misogino» e «omofobo». «Grease», ambientato nel 1958, è stato uno dei film di maggior incasso degli anni '70 diventando un vero cult della storia del cinema musicale. Sotto accusa diverse scene e il brano «Summer Nights»Secondo quanto riferito dal quotidiano britannico «Daily Mail», molti spettatori hanno chiesto che il musical sulla storia d’amore tra Sandy e Danny non venga mai più mostrato in tv. Al centro delle critiche, diversi passaggi del film di 42 anni fa: la trasformazione finale del personaggio di Sandy; la scena in cui Putzie, uno degli amici di Danny, si sdraia sul pavimento per guardare sotto le gonne di due studentesse; la frase pronunciata da uno dei personaggi, l’annunciatore radiofonico Vince Fontaine, per dire a tutti i ballerini di evitare di formare coppie dello stesso sesso.Ma tra i commenti c'è chi lo definisce persino «rapey», ovvero qualcosa che incita allo stupro. Forse per una strofa della canzone Summer Nights, in cui Danny descrive la scena di seduzione con Sandy e il coro chiede più o meno «Dimmi di più, dimmi di più, lei ha lottato?» («Tell me more, tell me more, did she put up a fight?»). Un passaggio che alcuni utenti hanno etichettato come possibile incitamento allo stupro o comunque una normalizzazione della violenza sessuale. Confesso di aver visto il film decine di volte e aver ascoltato quel brano centinaia di volte, ma non ho mai fatto caso a quella frase, non ho mai pensato ci potesse essere un incitamento alla violenza. Mea culpa. Pure io pensavo che Olivia Newton John fosse più carina con quegli abitini anni ‘50 piuttosto che panterata in pelle nera come appare sul finale, ma non ne ho mai fatto una questione di diritti delle donne. Gli avvisi per i film Disney «pericolosi»Del resto quando sulla piattaforma in streaming Disney+ sono apparsi gli avvisi su razzismo e stereotipi dei grandi classici, c’era da intuire che si stava percorrendo una via pericolosa, che non è più capace di dividere l’arte dal contesto storico. «Questo programma include rappresentazioni negative e/o trattamenti sbagliati nei confronti di persone e culture. Questi stereotipi erano errati allora e lo sono oggi», si legge nella frase che appare per dieci secondi prima dell’inizio dei film. Che continua: «Piuttosto che rimuovere questo contenuto - recita ancora l’avvertimento -vogliamo riconoscere il suo impatto dannoso, imparare da esso e stimolare un dialogo per creare un futuro più inclusivo. La Disney si impegna a creare storie con temi stimolanti che riflettano la ricca diversità dell’esperienza umana in tutto il mondo». I film sotto accusa? Lilli e il Vagabondo (1955) (due gatti siamesi, Si e Am, sono raffigurati con stereotipi anti-latinos o asiatici); gli Aristogatti (1970) (un gatto siamese è disegnato come una caricatura di una persona asiatica); in Dumbo (1941), (un gruppo di corvi hanno voci nere stereotipate ed esagerate) . Via col vento sotto accusa Così la formula di avvisare gli spettatori che si troveranno di fronte a contenuti «scorretti» è stata imitata da altre piattaforme come Hbo Max, che ha aggiunto una spiegazione del “contesto storico” a Via col vento dopo avere rimosso temporaneamente il film dallo streaming. E dopo L’indimenticabile kolossal con Clark Gable e Vivien Leigh, è stata la volta di Aladdin, il Libro della Giungla, L’ultimo samurai, Colazione da Tiffany, Aliens e persino Una poltrona per due con Dan Aykroyd ed Eddie Murphy. Sky Cinema ha diffuso una dichiarazione rivolta ai suoi abbonati spiegando che le pellicole sopracitate contengono «rappresentazioni culturali che oggi potrebbero risultare offensive». Deriva pericolosaLa deriva è pericolosa e potrebbe diventare una lunga interminabile lista quella dei film da bacchettare. Perchè Mary Poppins è una tata donna e non uomo? E perchè il Re Leone è come al solito un maschio? Perchè Biancaneve non fa che pulire per sette omuncoli (questo effettivamente è fastidioso, ma i sette nani sono così simpatici...), e via così. Siamo sicuri che tutto ciò farà bene alle donne, alle cause dei neri, delle diversità sessuali e della parità di genere? 5 gennaio 2021 (modifica il 5 gennaio 2021 | 11:14) © RIPRODUZIONE RISERVATA Let's block ads! 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