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«Bridgerton», una passione inconfessabile lunga otto puntate

«Bridgerton», una passione inconfessabile lunga otto puntate
Da: Pubblicato In: Dicembre 29, 2020 Visualizzato: 199

«Bridgerton», una passione inconfessabile lunga otto puntate

Aristocratiche disperate. La serie «Bridgerton», tratta dai romanzi rosa dell’americana Julia Quinn, creata da Chris Van Dusen, prodotta da Shonda Rhimes («Grey’s Anatomy», «Le regole del delitto perfetto», «Scandal»...), distribuita da Netflix, è un period drama (siamo nell’età georgiana d’inizio Ottocento e la regina è nera). Tutto inizia quando Daphne (Phoebe Dynevor), la figlia maggiore della potente famiglia Bridgerton, fa il suo debutto ufficiale in società presentandosi alla regina Charlotte, che la sceglie subito come «diamante della stagione». Ma Daphne viene presa di mira da Lady Whistledown, autrice di una newsletter di gossip letta in tutto il Regno, e il suo matrimonio con il bel tenebroso Duca di Hastings (Regé-Jean Page) incontra qualche ostacolo. shadow carousel «Bridgerton»: dai libri rosa di Julia Quinn alla serie Netflix «Bridgerton» si offre come un centone di altre serie, di altre atmosfere. «Orgoglio e pregiudizio» in salsa soap opera, ma anche «Gossip Girl«, «Desperate Housewives» (la voce fuori campo ricorda più la narratrice di Wisteria Lane che gli aforismi di Meredith Grey, che incorniciano ogni puntata di «Grey’s Anatomy»), «Downton Abbey», molto sesso e, ovviamente, tutto l’universo di Shonda Rhimes riassunto in una frase di Lady Violet, la madre di Daphne: «Le donne per risolvere i loro problemi, e decidere delle proprie vite, possono fare solo quello gli riesce meglio: parlare». Scenari fantastici, molte cameriere personali e molti valletti, abiti sfarzosi (il costumista si è divertito a tirar giù intere quadrerie d’epoca), pettegolezzi, patrimoni a rischio, persino qualche orgia, balli in casa reale, matrimoni combinati, amori contrastati, rimostranze proto-femministe, una regina nera a rappresentare una nascente società multietnica. In questi casi, per giustificare la visione, si usa la formula del guilty pleasure: una passione inconfessabile lunga otto puntate. 29 dicembre 2020 (modifica il 29 dicembre 2020 | 21:03) © RIPRODUZIONE RISERVATA Let's block ads! (Why?)

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