redazione@girovagandonews.eu Whatsapp +39 (366)-(188)-545
.<Analytics.Google>.

La7, il direttore Salerno: «Svolgiamo un servizio al pubblico. Non solo informazione ma ritratto dell’Italia»

 La7, il direttore Salerno: «Svolgiamo un servizio al pubblico. Non solo informazione ma ritratto dell’Italia»
Da: Pubblicato In: Dicembre 30, 2020 Visualizzato: 214

La7, il direttore Salerno: «Svolgiamo un servizio al pubblico. Non solo informazione ma ritratto dell’Italia»

«Si dice che La7 faccia Servizio Pubblico, ecco io penso che mai come quest’anno abbiamo svolto un “servizio al pubblico” straordinario rimanendo sempre accesi per raccontare quello che stava succedendo. Non era facile perché dovevamo cambiare e inventarci un modo nuovo per lavorare di fronte a una pandemia imprevedibile e ignota. Volevamo stare vicino al nostro pubblico e provare a dargli una bussola in giorni di grande incertezza e confusione. Così faremo anche a Capodanno con Propaganda Live che accende La7 per la prima volta il 31 dicembre, proprio perché tra coprifuoco e zone rosse non si potrà festeggiare come al solito. Tutti saranno in casa e ci saremo anche noi a fare compagnia. In situazioni come queste la nostra parola d’ordine è esserci» Andrea Salerno, qual è il suo bilancio?«Sono orgoglioso del lavoro fatto da tutti noi. Abbiamo sperimentato moltissimo, per primi abbiamo corso il rischio di togliere il pubblico dagli studi, per primi abbiamo condotto un programma da casa con Lilli Gruber, abbiamo tenuto gli inviati sempre sul campo e mille altre soluzioni ed espedienti che ci hanno permesso di non chiudere alcun programma e al contempo di tutelare la salute di chi lavorava. Una scelta vincente ripagata dai risultati di ascolto e della raccolta pubblicitaria». Le prime serate del lunedì e del sabato sono i giorni in cui lavorare per allargare l’offerta di La7?«Si lavora su tutto sempre. Sul sabato dal 9 gennaio arriva la seconda stagione di Eden, il racconto di Licia Colò sull’ambiente e sul pianeta. In questo modo arriviamo ad avere sei serate di produzione interna alla settimana, cosa che difficilmente vedo su altre reti». Giletti rimarrà o proverà a fare il sindaco di Roma?«Massimo è un professionista impeccabile, non credo che farà il sindaco di Roma e spero che continui a fare televisione visto che la sa fare bene. La domenica è una giornata molto particolare ma siamo riusciti ad affermare un programma dagli ascolti importanti in una serata difficilissima per la tanta competizione sulle altre reti». Rete4 vi ha seguito sulla strada dell’informazione in prima serata: è il competitor principale?«Non abbiamo una rete da battere, noi facciamo il nostro e sono gli altri che vengono su un terreno sul quale noi sappiamo fare probabilmente meglio. La7 è una straordinaria comunità di professionisti che offre un ventaglio ricco e ampio di racconto informativo, da Gruber a Floris, da Formigli a Giletti e Purgatori, da Merlino a Panella e ovviamente il tg di Mentana. È raro che ci sia un’offerta così in un’unica televisione. Per questo sono molto contento dell’identità radicata di La7 e della sua riconoscibilità». Neri Marcoré tornerà a «diMartedì»?«La sua sosta era prevista perché sta girando un film. Per esigenze di copione doveva farsi crescere la barba e siccome a noi piaceva molto il suo Conte dobbiamo aspettare che se la possa tagliare, ma tornerà. In quella veste ma anche con altri personaggi». La tv generalista come può arginare piattaforme come Netflix e Amazon?«La vera differenza è che noi siamo editori: loro ti offrono un bouquet sconfinato di prodotti dove a volte passi più tempo a scegliere che a guardare; mentre il compito di un editore è proporre e indicare una strada. È la stessa differenza che passa tra un ristorante con mille portate dove ti perdi e un oste che ti consiglia i piatti del giorno. Noi continueremo a esistere se sapremo fare questo lavoro: essere editori tutti i giorni. È l’unico modo di competere con potenze mondiali come quelle». L’informazione è centrale, sta lavorando anche sull’intrattenimento?«Siamo in fase di sviluppo, ma è ancora presto per parlarne. Quello che mi piacerebbe fare dal punto di vista del racconto è portare di più le telecamere fuori dagli studi, provando a narrare in maniera profonda il Paese, capire cosa è successo al tessuto sociale, vedere come sono fatti gli italiani». Come giudica lo scontro tra Gruber e Boschi a «Otto e mezzo»?«I confronti in televisione sono sempre vitali». 30 dicembre 2020 (modifica il 30 dicembre 2020 | 07:35) © RIPRODUZIONE RISERVATA Let's block ads! (Why?)

Seguici su