redazione@girovagandonews.eu Whatsapp +39 (366)-(188)-545
.<Analytics.Google>.

Per i cani le facce contano poco, almeno nel loro cervello

Per i cani le facce contano poco, almeno nel loro cervello
Da: LRSC Pubblicato In: Ottobre 13, 2020 Visualizzato: 283

Per i cani le facce contano poco, almeno nel loro cervello

Le facce sono speciali, le leggiamo, le memorizziamo, ma soprattutto le riconosciamo. Sono speciali per il nostro cervello, che ha delle regioni dedicate appunto a riconoscerle e processare i segnali faccia-specifici. Ce li hanno anche i primati. Chi altri? Negli altri mammiferi cosa succede? Cosa nei cani, per esempio, con cui passiamo così tanto tempo, da così tanto tempo? C'è qualcosa che dica loro "stai guardando" una faccia? No, stando ai risultati di uno studio pubblicato sulle pagine di Journal of Neuroscience.
 
A raccontarlo è un team di ricercatori della Eötvös Loránd University, in Ungheria, che ha osservato  nel dettaglio i pattern di attivazione cerebrali di alcune persone e di alcuni cani, mentre guardavano dei video. Nei video cani e umani vedevano volti di cani e persone, e cani e persone di spalla. Nel mentre i ricercatori analizzavano come si accendeva il loro cervello in risposta ai diversi stimoli, grazie alla risonanza magnetica funzionale (fMRI).
 

Per i cani le facce contano poco, almeno nel loro cervello

Credit: Enik Kubinyi / Eötvös Loránd University


L'idea era appunto quella di capire se per i cani le facce avessero un significato speciale, se fossero, come indizi visivi, diversi da altro. Non che non si sapesse nulla in materia, ricordano in apertura del paper i ricercatori: è noto per esempio che i cani riconoscono le facce umane, distinguono quelle a loro famigliari da quelle di sconosciuti, e sono più sensibili a un volto che a un oggetto inanimato. In alcuni casi, continuano gli autori, i cani sembrano essere più attenti alla faccia di un cane che a quella di un umano. Ma fin dove si spinga la loro capacità di leggere segnali facciali, di discriminarli da quelli specie-specifica, non c'erano dati certi. Lo studio aveva proprio lo scopo di capire se i cani, come mammiferi sociali, avessero qualcosa di simile a quanto osservato nei primati nel loro cervello, un'unità faccia-specifica per così dire, qualcosa di paragonabile alla nostra area fusiforme facciale.
 
A quanto pare no. Per i cani le facce non sarebbero così particolari, come racconta Nóra Bunford, prima autrice del paper: "Un'analisi di preferenza dei pattern di risposta del cervello ha confermato che nei cani la capacità di riconoscere un conspecifico è maggiore di quella di riconoscere una faccia e nelle persone il riconoscimento delle facce invece è dominante rispetto a quello di un conspecifico". A dimostrazione, continua la ricercatrice, che la specializzazione corticale per la percezione delle facce è piuttosto variabile nei mammiferi. "Le nostre scoperte gettano anche nuova luce su studi precedenti di risonanza magnetica secondo cui esistevano delle aree facciali: pensiamo piuttosto che la maggiore attività alle facce di cani osservate in questi studi indichino una preferenza per i cani stessi piuttosto che aree cerebrali specifiche per le facce". Come a dire: sì, i cani come gli umani sono sensibili alle immagini dei loro conspecifici, ribadiscono nel paper gli autori, e prestano attenzione alle facce, solo che le facce in sé non sono così speciali per il loro cervello come lo sono per noi.
 

Seguici su