Fico: resto presidente della Camera Tramonta la candidatura a premier. Grillo e Di Maio rilanciano Conte

Fico: resto presidente della Camera 
	Tramonta la candidatura a premier.  Grillo e Di Maio rilanciano Conte
By: Pubblicato il: Agosto 25, 2019 Vista: 492

Fico: resto presidente della Camera Tramonta la candidatura a premier. Grillo e Di Maio rilanciano Conte

Nel corso del colloquio con Nicola Zingaretti, Luigi Di Maio avrebbe proposto al segretario dem, per superare il veto su Giuseppe Conte a Palazzo Chigi, di lasciare al Pd la maggior parte dei ministeri chiave di un eventuale esecutivo con M5s. È quanto si apprende da qualificate fonti della segreteria del partito democratico. In questo modo, si realizzerebbe quella discontinuità chiesta dal segretario Zingaretti con quasi un `monocolore´ Pd guidato però dal presidente del Consiglio dimissionario. Pochi minuti l’annuncio, è arrivata la secca smentita dello staff di Di Maio: «Luigi Di Maio non ha mai proposto al segretario Pd Nicola Zingaretti di lasciare al Pd la maggior parte dei ministeri chiave di un eventuale esecutiv - si legge in una nota - Non ci sono scambi o giochini da fare, aggiungiamo. Giuseppe Conte è l’unico nome, va riconosciuto il lavoro svolto e che sta svolgendo per il Paese. Il M5S ha piena fiducia in lui». Il tramonto della candidatura di Fico«Roberto Fico ricopre l’incarico di Presidente della Camera dei Deputati e intende responsabilmente dare continuità al suo ruolo». Così, con una dichiarazione attribuita a fonti vicine alla Presidenza della Camera, le agenzie danno conto del tramonto della candidatura dell’esponente del Movimento 5 Stelle alla guida di un eventuale governo con il Pd. Il suo nome era circolato nella serata di sabato, attribuito ai dem come possibile soluzione alternativa all’indicazione del premier uscente Giuseppe Conte, non gradita perché contraria al desiderio di «discontinuità». Se il M5s facesse il nome di Roberto Fico, era trapelato dalla sede del Pd, sarebbe «un ottimo punto di partenza». Così fonti del Nazareno avevano commentato l’ipotesi che sembrava crescere nelle ultime ore e che vedevano il presidente della Camera possibile premier di un governo M5s-Pd. L’idea era emersa in un vertice della maggioranza Pd e avrebbe visto concordi i renziani. Fonti del Nazareno, interpellate sulla posizione del segretario Zingaretti, avevano affermato: l’ipotesi di Fico emergerebbe «da ambienti M5S, se poi si concretizzasse sarebbe un ottimo punto di partenza». I veti interniIl «ritiro» della candidatura sgombra una strada che comunque era molto in salita. Perché le più forti resistenze alla discesa in campo del presidente della Camera venivano e vengono da dentro il Movimento 5 Stelle. C’è chi dice che il primo a non volere la candidatura Fico sarebbe proprio il capo politico dei 5 Stelle perché rappresenterebbe una sconfessione della linea politica portata avanti nell’ultimo anno. Ma più in generale c’è un fronte interno al Movimento che non vede di buon occhio le trattative con il Pd (e di conseguenza qualsiasi scelta ne possa sortire). E anche sui social sta montando la protesta del «popolo del web» contro l’ipotesi di un governo giallorosso. Il rilancio di Grillo e Di MaioA questo punto tutto torna alla casella di partenza. Beppe grillo, dal canto suo, rilancia la candidatura di giuseppe Conte, come già aveva fatto nei giorni scorsi. Cin un post comparso sul suo blog poco dopo le 13 di domenica il fondatore del Movimento: «`Saluto con grande piacere il Professor Giuseppe Conte, lo abbiamo visto attraversare una foresta di dubbi e preoccupazioni maldestre, faziose e manierate, che ha saputo superare grazie a dei requisiti fondamentali per la carica che è destinato a ricoprire: la tenuta psicologica e l’eleganza nei modi...´. Così scrivevo a proposito del nostro Presidente del Consiglio, a maggio del 2018 e questo è il mio pensiero a distanza di un anno». Anche Di Maio ha rilanciato il nome del presidente uscente: «Tutto il M5S è leale a Conte ed è l’unico nome come premier» avrebbe detto nel corso di una telefonata con il segretario dem Zingaretti. Quest’ultimo dal canto suo avrebbe espresso «malessere» per gli ultimatum espressi dall’interlocutore e a ha ribadito il suo no su un bis di Conte. Renziani per Conte Lo stallo, dunque torna sul nome del premier. Entrambe le parti si mostrano su posizioni rigide ma poco dopo le 16 fonti «renziane» hanno invitato Zingaretti a dare il via libera a un Conte bis. «Zingaretti accetti la sfida del M5s, via libera a Conte per formare un esecutivo di svolta sui contenuti e sulla compagine ministeriale». È quanto fanno trapelare in queste ore fonti parlamentari renziane che spingono per l’accordo. «Il segretario - sostengono - si ricordi che è ancora possibile un governo con Salvini reinsediato al Viminale. Per questo il Pd deve mantenere la barra dritta, e lavorare ad una alleanza riformatrice, anche con Conte premier». 25 agosto 2019 (modifica il 25 agosto 2019 | 18:30) © RIPRODUZIONE RISERVATA Let's block ads! (Why?)

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