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De Laurentiis: "Un canale della Lega per vendere la A all'estero"

De Laurentiis:
Da: LRSP Pubblicato In: Agosto 01, 2020 Visualizzato: 2

De Laurentiis: "Un canale della Lega per vendere la A all'estero"

CAPRI - Nella prossima stagione il Napoli non giocherà in Champions, qualunque sarà l'esito dell'ultima sfida di campionato, al San Paolo contro la Lazio. Ma Aurelio De Laurentiis ha i conti in regola e si è potuto togliere lo stesso lo sfizio di un colpo di mercato clamoroso. "Victor Osimhen è nostro. È un affare complessivo da 80 milioni: 70 pagabili in cinque anni, più 10 di bonus. Si tratta di un'operazione distinta dalle quattro cessioni che abbiamo fatto (per 20 milioni) al Lille: Karnezis, Palmieri, Liguori e Manzi. Il contratto per il giocatore durerà cinque anni ed è di 4 milioni netti a salire. Stavamo trattando pure Azmoun e Jovic, ma è stata di Rino Gattuso e del ds Giuntoli la decisione di puntare con decisione sull'attaccante nigeriano. Immobile? Mi è sempre piaciuto, volevo prenderlo con Verratti ai tempi del Pescara: per comprare anche lui, però, dovremmo vendere due-terzi dei giocatori che abbiamo già nell'organico”.

Le follie non sono di casa al Napoli, che ha 143 milioni di riserve e si è potuto permettere anche per questo di bruciare la concorrenza dei club inglesi, nell'anno del Covid e della crisi. Ma è un'altra la sfida che De Laurentiis vuole lanciare alla Premier. "Dobbiamo incassare di più dalla cessione dei diritti tv all'estero - ha spiegato il presidente azzurro durante un incontro a Capri - Quando ho sentito dalla Lega che volevano coinvolgere i famosi fondi ho apprezzato l'iniziativa, perché finalmente avremmo potuto scoprire - dalle offerte – qual è il valore che viene attribuito dal mercato alla nostra Serie A. Ne sono arrivate alcune e le abbiamo immediatamente respinte, mentre degli altri fondi si proponevamo solo come finanziatori. Ma venendo dal cinema e avendo fatto tutto da solo, dall'età di vent'anni, ho deciso di andare a vedere direttamente l'esito di sondaggi e indagini demoscopiche, da cui è venuta fuori una base di 144 milioni di appassionati di calcio fuori dall'Italia che sono sostenitori delle principali cinque squadre italiane. Nonostante questo dato eclatante, però, il nostro mercato estero non si è mai sviluppato. Perché allora non offrire il nostro prodotto a tutte le piattaforme internazionali già esistenti, realizzandolo in autonomia e mantenendo il 90 per 100 degli introiti per la Lega? Ho calcolato che i ricavi da distribuire tra i 20 club sarebbero di 18 miliardi in 6 anni. C'è da anticipare una cifra importante? Certo. Ma è così che si fa impresa e ricorrendo ai fondi alla fine le entrate ne risentirebbero molto. Purtroppo la Lega Calcio non s'è mai data in passato una vera governance e per accontentare i terzi continuiamo a pagare un prezzo spropositato. Dal Pino ha avuto il merito di far lievitare il valore di mercato del nostro campionato ed è soprattutto merito suo se stiamo ricevendo molte manifestazioni di interesse. Sarebbe un grave errore farci sfuggire questa occasione, che aiuterebbe tra l'altro a fare crescere la competitività delle squadre medio-piccole. La Lega con il suo canale diventerebbe pure un editore, perché tante piattaforme non hanno i giornalisti e hanno bisogno di acquistare un prodotto già finito. Ingerenze dalla politica? No, ne rimanga fuori. Sia chiaro che non si tratta di un progetto mio: dovrà essere di tutta la Lega Calcio ed è la strada per ridurre il deficit della Premier. Dobbiamo prendere coscienza del nostro valore ed essere autonomi”.

Se ne riparlerà nella prossima assemblea di Lega, a fine agosto. Prima dovranno essere decise le date per l'inizio della prossima Serie A. "Ne ho due: il 4 ottobre o in subordine 26 settembre. Iniziare prima sarebbe una follia". De Laurentiis è così, allergico alla diplomazia e alle mezze misure. "Con il Barcellona ce la giochiamo alla pari, l'8 agosto. Ma è assurdo che ci facciano andare in Catalogna, dove è riesplosa l'epidemia. L'Uefa non ha imparato dagli errori di marzo e sta sbagliando di nuovo". Lapidario anche il commento sullo scudetto vinto da Sarri con la Juve. "Gli allenatori che con noi hanno fatto bella figura, Sarri compreso, non hanno poi ottenuto altrove gli stessi risultati. A Sarri voglio bene per i tre anni che abbiamo condiviso al Napoli, ma al suo posto avrei fatto scelte professionali differenti: ha vinto lo scudetto e non sappiamo nemmeno se sarà confermato dalla Juve...”. Ai bianconeri - dopo l'arrivo di Osimhen - potrebbe passare pure Milik. "Sì, se ce lo pagano. Nessuna preclusione per i bianconeri”.

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