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Morte Floyd, giocatori di Roma, Torino e Chelsea in ginocchio. E da quelli di Juve, Inter, Atalanta e Milan post neri

Morte Floyd, giocatori di Roma, Torino e Chelsea in ginocchio. E da quelli di Juve, Inter, Atalanta e Milan post neri
Da: Calcio Pubblicato In: Giugno 02, 2020 Visualizzato: 10

Morte Floyd, giocatori di Roma, Torino e Chelsea in ginocchio. E da quelli di Juve, Inter, Atalanta e Milan post neri

ROMA - Cresce ora dopo ora, in vari Paesi, l'indignazione del calcio e del mondo dello sport in genere, così come la solidarietà nei confronti della vittima, per l'uccisione di George Floyd, 46enne afroamericano morto soffocato a Minneapolis dopo che un poliziotto gli ha tenuto premuto il ginocchio sul collo. Così la Roma, il Torino e il Chelsea hanno seguito l'esempio del Liverpool.

Prima dell'allenamento di oggi al centro 'Fulvio Bernardini', il tecnico Paulo Fonseca e tutti i giocatori si sono inginocchiati 'alla Kaepernick' sul campo dell'impianto di Trigoria. L'immagine è stata diffusa su Instagram e sul profilo Twitter in inglese del club con lo slogan #BlackLivesMatter.

In ginocchio al Filadelfia oggi tutti i calciatori del Torino. Il momento è stato immortalato sui social dal club granata. "Contro il razzismo. Ogni volta, ovunque", la frase, tradotta dall'inglese, postata su Instagram.
Anche i giocatori del Chelsea hanno seguito l'esempio dei colleghi del Liverpool, che ieri avevano manifestato la loro protesta inginocchiandosi tutti 'alla Kaepernick' nel cerchio del centrocampo nel loro centro di allenamento e si erano fatti fotografare in questo atteggiamento. In maniera analoga i 'Blues', come si vede nella foto pubblicata sull'account ufficiale del club su Twitter, si sono inginocchiati a testa bassa, imitando il movimento dei 'Black Lives Matter'. L'immagine è stata 'ritwittata' dal giocatore Ruben Loftus-Cheek, corredata dalla frase: "Quando è troppo è troppo. Siamo umani, tutti. E insieme siamo più forti". 

Giocatori Juventus, Inter, Atalanta e Milan: post neri sui social 

Praticamente in contemporanea numerosi calciatori della Juventus hanno aderito all'iniziativa social a livello planetario 'Black out tuesday', con post completamenti neri sugli account personali di Instagram. Lo hanno fatto Dybala, Matuidi, Ramsey e Bernardeschi, ma anche Leonardo Bonucci, aggiungendo il messaggio, tutto in lettere maiuscole, NOTRACISM, e Miralem Pjanic, che ha scritto la frase "We all bleed the same colour" (Tutti sanguiniamo dello stesso colore). Post neri senza aggiunta di parole se non l'hashtag #blacklivesmatter per i giocatori dell'Inter Cristian Eriksen, Victor Moses, Antonio Candreva, Asamoah.

Lo stesso hanno fatto i giocatori del Milan Franck Kessie, Rafael Leao, Gianluigi Donnarumma e Alessio Romagnoli. Sostegno anche dall'Atalanta: alcuni giocatori hanno aderito alla campagna Black Tuesday. I più limitandosi a un post sul proprio profilo social e l'hashtag #BlackLivesMatter con una foto completamente nera, come Luis Muriel, Remo Freuler, Hans Hateboer e il '2002' Amad Traore. Raoul Bellanova ha optato per la stretta di mano tra un giocatore nero e uno bianco senza volto, tema ripreso da Lennart Czyborra con un disegno sempre su sfondo nero e le emoticon di cinque pugni chiusi di diverso colore a simboleggiare la fratellanza tra etnie.

Fifa chiede di non sanzionare giocatori

Facendo un'eccezione alla sua regola, che vieta simboli politici, sociali o commerciali durante una partita di calcio, la Fifa ha chiesto alle federazioni di "usare buon senso" di fronte a una protesta di cui "comprendiamo i sentimenti profondi". Un messaggio che dovrebbe evitare sanzioni ai giocatori.

Woods: "Mio cuore con George, limite superato" 

Dopo Jon Rahm, numero 2 del ranking mondiale del golf, a prendere posizione è pure Tiger Woods che rompe il silenzio e si unisce ai tanti che hanno espresso un pensiero dopo la tragica morte di Floyd. Con un messaggio sul proprio profilo Twitter, la leggenda del golf la definisce "una tragedia scioccante", ma aggiunge che le proteste violente non sono la risposta. "Ho sempre avuto rispetto per le forze dell'ordine ma questa tragedia scioccante ha chiaramente superato il limite - scrive il campione del green -. Il mio cuore è con George, i suoi cari e tutte le persone che stanno soffrendo. Ho imparato che l'educazione è sempre la strada migliore da percorrere. Ricordo le rivolte di Los Angeles (riferendosi ai disordini civili del 1992, dopo che quattro ufficiali di polizia bianchi furono assolti dal pestaggio di Rodney King, tassista afroamericano morto poi nel 2012, ndr) e spero che attraverso un dialogo costruttivo e onesto si riesca a costruire una società più sicura e coesa".

Mayweather pagherà i funerali a Houston

Intanto l'ex campione di pugilato Floyd Mayweather ha deciso che pagherà il funerale di George Floyd. Lo ha riferito a ESPN un suo rappresentante. Il funerale di Floyd si svolgerà nella sua città natale, Houston, il 9 giugno, ha dichiarato l'avvocato della famiglia Ben Crump. Leonard Ellerbe, ceo della Mayweather Promotions, ha affermato che il campione "probabilmente si arrabbierà con me per averlo detto, ma sì, Mayweather sta sicuramente pagando il funerale". In passato, ricorda ESPN, Mayweather era intervenuto per coprire le spese funebri dell'ex pugile Genaro Hernandez, morto di cancro all'età di 45 anni, nel 2011.

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Furia Popovich: "Trump è uno squilibrato"

Oltre Oceano un intervento durissimo nei confronti dell'amministrazione Trump è quello di Gregg Popovich. "La cosa che mi colpisce di più è che l'abbiamo vista tutti - e già anche in passato - la violenza della polizia e il razzismo di certi atti ma niente mai cambia - afferma il coach dei San Antonio Spurs, squadra di basket della Nba -. È per questo che le proteste hanno questa carica così esplosiva, ora. Ma senza una leadership seria e senza la comprensione del problema non ci sarà mai un cambiamento. E le persone bianche in America hanno evitato di confrontarsi con questa questione da sempre, perché abbiamo avuto il privilegio di poterlo fare. Anche questo deve cambiare. È incredibile se solo Trump avesse un cervello, anche se fosse cinico al 99%, prenderebbe la parola per dire qualcosa di utile a unire le persone. Ma questo a lui non interessa, neppure adesso - il che dà l'idea di quanto squilibrato sia. Conta solo la sua persona, gli importa solo di ciò da cui può beneficiare personalmente. Non c'è mai al centro il bene comune - non è mai stato così. È molto chiaro quello di cui abbiamo bisogno: abbiamo bisogno di un presidente che dica semplicemente che le vite dei neri contano ["Black Lives Matter"]. Deve solo dire queste tre parole, ma non lo farà e non sa farlo. Non sa farlo perché per lui è più importante non perdere seguito con quel piccolo gruppo di follower che danno un senso alla sua follia".

Il silenzio Knicks e la mail ai dipendenti del Madison Square Garden

Sempre in ambito Nba ha fatto molto rumore il... silenzio dei New York Knicks, in pratica l'unica franchigia a non prendere posizione su quanto accaduto. Una scelta che ha mandato su tutte le furie sia i giocatori della squadra di basket che gioca nella Nba, sia i dipendenti della società, secondo quanto riporta Espn, fra l'altro venuta in possesso di una mail interna inviata dal proprietario James Dolan ai suoi dipendenti della Madison Square Garden Company, difendendo la sua decisione di non parlare.

"Alcuni di voi hanno chiesto se la nostra compagnia avesse in programma di prendere posizione pubblicamente sull'uccisione di George Floyd da parte di un ufficiale di polizia di Minneapolis. Mi rendo conto dell'importanza della questione e per questo voglio che capiate la nostra posizione interna - si legge nella mail -. È un periodo turbolento nel nostro Paese. Il coronavirus e i disordini civili hanno avuto un peso sul nostro stile di vita. Noi al Madison Square Garden difendiamo i valori di un posto di lavoro rispettoso e pacifico. Lo faremo sempre. A ogni modo, in qualità di compagnie che operano nello sport e nell'intrattenimento, non siamo più qualificati di nessun altro per offrire la nostra opinione su questioni sociali. Ciò che è importante è come operiamo. Le nostre compagnie sono impegnate a portare alti i nostri valori, che includono creare un posto di lavoro rispettoso per tutti, e questo non cambierà mai. Quello che diciamo gli uni agli altri è importante. Come ci trattiamo reciprocamente è importante. Ed è questo che ci farà superare questo momento difficile".

 Il Piccole Magazine
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